Lo strano caso di Matteo Renzi: scomodo nel Pd, ma il 41% lo vuole premier

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Lo strano caso di Matteo Renzi: scomodo nel Pd, ma il 41% lo vuole premier

FIRENZE – Chi vogliono gli italiani come premier? Secondo Pietro Vento, il direttore di Demopolis, l’istituto di ricerca a cui La7 ha commissionato il sondaggio, «tra i candidati alla Presidenza del Consiglio, Matteo Renzi risulta oggi apprezzato dal 41% degli intervistati, superato soltanto dallo stesso premier Mario Monti, posizionato al 48%. Un gradimento del 36%, molto più polarizzato nel Centro Sinistra, registra invece Pierluigi Bersani, che sfiora però un significativo 70% di apprezzamento tra gli elettori del Partito Democratico».

I risultati, quindi, regalano la sorpresa di un Monti ancora preferito come Presidente del Consiglio, nonostante le dure critiche ai provvedimento del suo governo.

Per quanto riguarda il Pd, invece, la differenza tra Renzi e Bersani sta, come anticipato, nell’appartenenza politica dei sostenitori. Il sindaco rottamatore risulta abbastanza inviso alla Sinistra, visto che ha ricevuto preferenze solo dal 18% degli elettori sinistrorsi, ma raccoglie la maggioranza assoluta delle preferenze di quelli che appartengono all’ area di Centro (57%) o di Centro Sinistra (52%).

In più, Renzi è riuscito a far presa non solo sul 45% degli elettori non collocati, ma anche su quella parte del campione che dovrebbe essere dall’altra parte della barricata, visto che 4 elettori su 10 del Centro Destra non nascondono le proprie simpatie per lo sfidante di Bersani. Il segretario del Partito Democratico, dal canto suo, può vantare «un elettorato più coeso», come sottolinea Vento.

Come si potrebbe tradurre, per le sorti elettorali del Pd, la vittoria della trasversalità di Renzi o dello zoccolo duro di Bersani? Secondo il direttore di Demopolis, «il volto del Pd di Renzi sarebbe in parte differente da quello di Bersani: perderebbe una fetta significativa dell’elettorato di Sinistra, ma guadagnerebbe consensi potenziali tra gli indecisi ed in ampi segmenti di un’area moderata oggi in cerca di rappresentanza».

In parole povere, Bersani sarebbe il candidato ideale per l’elettorato Pd, ma Renzi è più eclettico, risultando il candidato ideale per una fetta di elettorato più diversificata.

Quindi, siamo al paradosso politico: Renzi potrebbe possedere un appeal insufficiente per essere scelto come premier dagli elettori del suo partito, ma un fascino capace di far breccia e addensare, oltre ai suoi minori sostenitori di centrosinistra, un numero maggiore di elettori appartenenti ad altre forze politiche ancora indecise, se non addirittura al momento legate al centrodestra.

In minoranza nel partito, ma in maggioranza sulla scena politica generale

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