Londra e Berlino deludono Sarkozy: niente Tobin Tax COMMENTA  

Londra e Berlino deludono Sarkozy: niente Tobin Tax COMMENTA  

David Cameron
David Cameron

Sembra proprio che la Tobin Tax sia destinata a rimanere nulla più che uno spauracchio per gli speculatori finanziari. Se Nicolas Sarkozy aveva cercato di spendere gli ultimi barlumi del suo prestigio sulla lotta alla grande speculazione che sta facendo letteralmente a pezzi i bilanci pubblici dei paesi europei, altri premier conservatori hanno deciso di non affrancarsi da quel mondo degli affari che rimane il loro grande sponsor.

A partire da David Cameron, il quale si è posto a capo della fazione contraria a questa tassa, preferendo evidentemente togliere risorse ai redditi bassi con una politica di tagli che ha provocato clamorose proteste nel Regno Unito.

Il premier conservatore, in questa sua crociata al contrario, ha purtroppo trovato una sponda nella Cancelliera Angela Merkel, la quale, in attesa della prevista stangata elettorale che riporterà al governo Verdi e SPD, ha deciso di farsi a lungo ricordare in Europa come una nuova Lady di Ferro in stile Margaret Tatcher, come se non fosse bastato l’originale.

Invisa ormai a mezza Europa, oltre che a molti dei suoi concittadini, non contenta di avere quasi affossato Grecia, Spagna, Italia e Portogallo con la sua ossessione sul bilancio, senza alcuna prospettiva di crescita, la Merkel sta cercando di costruire un ponte con il Regno Unito sacrificando la Tobin Tax in favore di una semplice imposizione fiscale limitata al mercato azionario, la cosiddetta bourse levy, o imposta di borsa. L’imposta di borsa, ha affermato sarebbe un compromesso in grado di riportare in Europa Londra e di attuare, finalmente, una tassa condivisa per tutti i 27 Paesi dell’Unione europea.

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Il passo indietro della Germania, è abbastanza clamoroso, se si pensa che proprio la Merkel, un paio di anni fa, aveva lanciato la proposta di una tassa sugli scambi finanziari da implementare a livello globale, con risultati disastrosi, provocando risposte negative da parte di di Usa, Canada, Italia e Regno Unito. Bisogna infatti considerare che l’imposta sulla borsa di cui si discute in questo frangente, è in realtà ben altra cosa, in quanto essa si applica alle sole operazioni sul mercato azionario e non riguarda valute, obbligazioni o derivati.  Mentre Londra e Berlino sembrano avviarsi su una strada che renderebbe praticamente impossibile la Tobin Tax (per funzionare, andrebbe applicata su grandi sistemi finanziari), Sarkozy resta sulle sue posizioni, tanto da definirla “moralmente giusta ed economicamente indispensabile”. Forse proprio il fatto che sia moralmente giusta, ne impedisce l’applicazione.

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