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Lotta all’evasione, dopo Cortina e Portofino, adesso tocca a Roma

Economia

Lotta all’evasione, dopo Cortina e Portofino, adesso tocca a Roma

Una pattuglia della Guardia di Finanza
Una pattuglia della Guardia di Finanza

Forse queste operazioni saranno anche troppo spettacolari, però bisogna ammettere che dopo tanti anni di lassismo sul fronte della lotta all’evasione fiscale, qualcosa sembra che si stia cominciando a muovere. Tanto da far chiedere agli osservatori più smaliziati se sia solo un caso che tutto ciò avvenga per mano di un governo tecnico, soprattutto dopo gli anni del governo di centrodestra, quello che diceva di voler combattere la sottrazione di ingenti risorse al fisco con strumenti come i condoni e gli scudi fiscali. Dopo Cortina d’Ampezzo e Portofino, stavolta è toccata a Roma, ove svariati negozi sono stati oggetto di ispezione da parte della Guardia di Finanza. che ha passato al setaccio buona parte delle vie commerciali cittadine. Militari in abiti civili hanno infatti provveduto a controllare in maniera certosina la regolare emissione di scontrini e ricevute fiscali, mentre i loro colleghi in divisa, si sono invece occupati dell’abusivismo commerciale e della contraffazione.

L’operazione ha dato corposi risultati, tanto che sono riscontrate 190 violazioni legate alla mancata emissione di scontrini e ricevute fiscali su 405 controlli eseguiti e sono stati sequestrati 500 mila prodotti contraffatti tra centro storico, Ostia, Viale Marconi e via Cola di Rienzo. Non si tratta del resto di una novità, se si pensa che nel corso del 2011, erano stati eseguiti ventimila controlli e le violazioni sanzionate erano state 9.100. Insomma, una bella risposta della Agenzia delle Entrate ai rappresentanti della Lega Nord che chiedevano ispezioni anche al Centro e al Sud, una delle poche richieste dei “padani” che tutti gli italiani costretti a caricare sulle loro spalle il peso della evasione fiscale, si sentono di condividere sicuramente, senza se e senza ma.

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