Luca Crosetto nominato vice presidente dell’UEAPME COMMENTA  

Luca Crosetto nominato vice presidente dell’UEAPME COMMENTA  

Luca Crosetto, marenese, da vent’anni dirigente di Confartigianato, dopo aver passato il testimone della rappresentanza cuneese nel Comitato di presidenza nazionale al presidente provinciale Domenico Massimino, ha assunto un incarico di particolare prestigio: la vice presidenza dell’UEAPME, l’Unione Europea dell’artigianato e delle piccole e medie imprese. La sua nomina, ratificata ufficialmente in questi giorni, si inserisce in un progetto di rafforzamento del Sistema Confartigianato, che prevede una maggiore rappresentatività anche a livello europeo.

Alla UEAPME attualmente aderiscono 84 associazioni dei paesi della Comunità Europea, in rappresentanza del mondo delle PMI.
«Si tratta di un’esperienza stimolante – dichiara Crosetto – nella quale intendo dedicare massimo impegno. Questa realtà rappresenta uno spaccato consistente dell’imprenditoria internazionale, che può e deve avere un peso significativo nelle scelte strategiche a livello economico, anche per il nostro Paese. Un obiettivo al momento ancora in fase di sviluppo, ma che speriamo possa essere raggiunto al più presto, implementando ulteriormente le forze in campo. E’ necessario seguire con massima attenzione la legislazione europea e le sue molteplici normative, selezionando quelle che possono avere maggiori ricadute sul comparto artigiano e provvedendo in tempi utili agli eventuali correttivi, in quanto il loro iter parlamentare è di circa tre anni, concluso il quale, la legge obbligatoriamente deve essere recepita dagli Stati membri».

«Gli organismi europei – aggiunge – sono un formidabile punto d’incontro tra idee e modus operandi di paesi diversi. Se ben utilizzati, creando lobby efficaci anche con gli stessi parlamentari a Bruxelles, diventano strumento “osmotico” per avviare iniziative comuni e traghettare nelle diverse realtà ciò che magari è già stato testato con successo altrove. Oltrettutto, in un frangente di crisi profonda come l’attuale, la collaborazione internazionale a livello associativo può aprire spiragli importanti per le aziende che intendono orientarsi verso traguardi più ampi».

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