Luca Laurenti in che religione crede?

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Luca Laurenti in che religione crede?

Luca Laurenti e il suo pensiero sulla religione e sul mondo

Luca Laurenti non è un semplice uomo di spettacolo, dietro all’ironia ci sono molte sfaccettature della sua anima, prima fra tutte la sua religione.

Luca Laurenti in un’intervista di Giancarlo Perna per il giornale alla domanda “Qual è la sua religione?” risponde così: «Vado oltre. Dietro ogni religione c’è un’unica cosa: la luce. Le religioni sono la fetta, la luce è la torta. Lo dice la teoria quantistica. Se prendo la fetta, limito. L’uno è il tutto, diviso si sminuisce».

I libri sono la sua droga, ma lui dichiara di non fermarsi alle parole. Legge libri di biologia, fisica quantistica, la Bibbia, i vangeli, sinottici e apocrifi cercando di avere la sua visione personale delle cose, non lasciandosi influenzare.

Luca Laurenti ha già stupito una volta il suo pubblico quando ha canto nel 2009 a Sanremo “Sogni d’oro”, oggi invece ci sorprende con una parte ancora più personale di sé rivelandoci quello che è al di là dello schermo della televisione che spesso cela agli occhi degli spettatori troppe cose.

Luca è dichiaratamente Buddhista, ma lui prima di tutto crede in Dio e quindi nell’Energia del mondo.

Si definisce “Un condominio da mille facce” dove l’Amore è il motore di tutto. La saggezza di Laurenti può probabilmente derivare dal suo credo che per prima cosa mira allo sviluppo della stessa attraverso la comprensione e al controllo della propria mente. Ognuno possiede una via personale per arrivare all’illuminazione che deve perseguire dentro sé stesso.

Anche Luca Laurenti, come insegna la dottrina Buddhista, crede nella “rinascita” o più semplicemente nella “rincarnazione”.

«Quando la macchina si ferma, la portiamo dallo sfasciacarrozze. È il funerale. L’uomo però non è la macchina, ma chi la guida. Resta intatta la sua energia e il software si incarna di nuovo». Afferma in un’intervista.

Vedendo da casa i comici è facile fermarsi alle risate e non pensare che ci sia dell’altro, ma Totò diceva: “È più difficile far ridere che far piangere. Infatti nel mondo i comici puoi contarli sulle dita, di drammatici invece ce ne sono un’infinità.”

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