L’Ue insiste: ‘L’Italia abbassi le tasse sul lavoro e le sposti sulla casa’, ma Renzi attacca: ‘Decidiamo noi’

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L’Ue insiste: ‘L’Italia abbassi le tasse sul lavoro e le sposti sulla casa’, ma Renzi attacca: ‘Decidiamo noi’

Nel proprio rapporto annuale sulla fiscalità, l’Ue ha identificato le vere debolezze dei 28 paesi che fanno parte dell’Unione, individuando paese per paese le vere criticità da risolvere per migliorare i conti. Secondo la ricetta per l’Italia, prevista dal rapporto annuale, la necessità per il nostro paese sarebbe quella di spostare le tasse dal lavoro alla casa e ai consumi. Nel rapporto sull’Italia si evidenzia “un peso fiscale relativamente alto sul lavoro, e ci sarebbe almeno un margine per spostare il peso fiscale a imposte meno distorsive, come quelle sui consumi, quelle ricorrenti sulla proprietà immobiliare e quelle sull’ambiente“. Nel rapporto l’Ue evidenzia anche l’esistenza di una quantità eccessiva di esenzioni in materia d’Iva.

Ma il monito giunto dall’Ue, non è piaciuto al premier italiano Renzi, che ha risposto per le rime ai rilievi imposti da Bruxelles: ‘”Quali tasse ridurre lo decidiamo noi, non un euroburocrate a Bruxelles’. Il premier non aveva nascosto pochi giorni fa la priorità della prossima legge di stabilità che va esattamente dalla parte opposta a quella indicata da Bruxelles, con le promesse del premier di abolire la tassa sulla casa per tutti, per ricchi e meno ricchi.

Secondo l’Ue, sono diversi i paesi sui quali gravano delle tassazioni elevate sul lavoro, che di fatto comprimono il reddito percepito dai lavoratori, mentre secondo Renzi la vera priorità è quella di togliere le tasse sulla casa anche per coloro che vantano dei redditi elevati.

“Confermo l’eliminazione nella legge di Stabilità della tassa sulla prima casa per tutti e per sempre” ha ribadito con decisione il premier.

Gli altri paesi che dovrebbero seguire le stesse indicazioni previste per l’Italia sono Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Lettonia, Ungheria, Austria, Portogallo, Romania, in minore misura Germania, Estonia, Croazia, Lituania, Olanda, Finlandia e Svezia.

La Commissione europea ritiene prioritario lo spostamento delle tassazione sulla proprietà della casa perché la ritiene una delle vie più corrette per aumentare le entrate senza effetti collaterali negativi sulla crescita economica.

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