Luis Enrique: “Il mio futuro? So quello che devo fare. Sbagliato fischiare i ragazzi”

Calcio

Luis Enrique: “Il mio futuro? So quello che devo fare. Sbagliato fischiare i ragazzi”

E’ sempre più in bilico la permanenza di Luis Enrique sulla panchina della Roma. La piazza lo contesta ma società e squadra lo difendono. Alla vigilia dell’anticipo di campionato contro il Chievo, il tecnico asturiano, affronta in conferenza stampa l’argomento futuro.

La scelta di restare o andare via lei l’ha già presa?

(Lungo silenzio) No, l’unica cosa che m’interessa è battere il Chievo.

Baldini però l’ha confermato per il prossimo anno. Lei però è sembrato scarico. Lei che ne pensa? Ha voglia di andare avanti?

Sono molto motivato per la prossima partita. Non è cambiato niente da questi due giorni. Ci stiamo vedendo troppo in questa settimana.

Si sente solo in questo momento?

No no.

Quanti giocatori servono per essere competitivi?

Bella domanda… Ma non credo sia il momento di parlare di questo.

Ma lei ha ancora un anno di contratto. Quindi se non sa di voler restare, c’è qualcosa che non le sta bene?

Non è cambiato niente rispetto a due giorni fa. Mi interessa lavorare. Io sono orgoglioso di essere allenatore della Roma. Ci sono due possibilità: che resto, o che vado via. Non faccio percentuali. Io so al 100% cosa fare. A fine stagione parlerò con la dirigenza e vedremo.

Domani sarà emergenza? Come sta Stekelenburg?

Non parlo mai di emergenza. In attacco al posto di Bojan potrà esserci Tallo o Piscitella. Stek ha questo dolore alla spalla, non penso possa farcela.

Che partita è stata quella con il Napoli?

La squadra ha fatto un ottimo primo tempo, poi dopo siamo un po’ andati in difficoltà per quella paura di vincere. Poi dopo lo svantaggio, si è rivista la Roma. Alla fine il risultato è stato giusto.

Rimpianti per le occasione perse? Nove punti basteranno per arrivare in Europa?

Rimpianti sarebbe inutile, non serve a nulla. Abbiamo sprecato tante opportunità, ed è un peccato.

Per i primi mesi si è visto un grande Pjanic, ora è in difficoltà. Perchè non è più a quel livello? Non gioca nel suo ruolo?

Per me è un giocatore unico, diverso. Ha 21 anni. Per me ha fatto una stagione di altissimo livello, gli alti e bassi ci stanno. Per me sono stati più gli alti. Voglio dire che con i calciatori di questa età bisogna avere pazienza. Quando sento fischi, mi sembra un po’ ingiusto. Non è bello fischiare i calciatori, ma soprattutto gente così giovane che sono appena arrivati, come Pjanic, Kjaer, Jose Angel o Lamela, è ingiusto. Loro faranno grande la Roma, sono sicuro. E’ un investimento per la società. Ora sono alti e bassi, ma il futuro si vedrà se si avrà pazienza. Hanno 21 anni, mamma mia…

De Rossi dove giocherà domani?

A centrocampo.

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