Lujuria, l’intervista: Oscar ci parla del nuovo album Sexurreccion COMMENTA  

Lujuria, l’intervista: Oscar ci parla del nuovo album Sexurreccion COMMENTA  

Si è rivelata essere un’intervista molto interessate quella con Oscar, leader e cantante della band Lujuria. Con lui abbiamo parlato, innanzitutto, del nuovo album Sexurreccion, uscito a inizio novembre per la Warner ma anche di tanti altri temi interessanti: dalla situazione del lavoro in Spagna alla violenza sulle donne passando per la pedofilia. Sebbene poco conosciuta in Italia, la band è on the road da 20 anni. Un traguardo non da poco. La parola a Oscar.


Da poco è uscito il vostro nuovo album “Sexurreccion”. Vuoi dirci qualcosa di più su questo nuovo lavoro?

Questo è il dodicesimo disco della band. Dopo 20 anni di carriera celebrati con un lungo tour e un DVD registrato da vivo in Venezuela abbiamo voluto che questo disco fosse un inno a molte cose. Da un lato è un modo per rivendicare che si può continuare a fare heavy metal per oltre 20 anni, che non solo non siamo morti, siamo “sessuscitati” (Oscar usa l’espressione sexresucitado – ndr). Per un altro lato è una chiamata alla gente del popolo (abbiamo sempre creduto che l’heavy metal fosse la voce della classe operaia, lavoratrice) a svegliarsi una volta per tutte, a “sessuscitare”. Sicuramente voi (inteso come noi Italiani – ndr) lo capite tanto bene come noi e come i fratelli greci e portoghesi quello che voglio dire. Che cosa devono farci più i governanti per alzarci e riprenderci ciò che è nostro? Per questo gridiamo sveglia, sessuscitate, è questo il momento!

 

Avete avuto occasione di testare dal vivo in nuovi brani. Come ha risposto il pubblico?

Si Vincenzo, abbiamo già fatto quattro concerti e la risposta è stata meravigliosa, il pubblico ha accolto il disco come mai prima d’ora. C’era fame di Lujuria già quando abbiamo celebrato il nostro ventesimo anniversario. Erano passati quattro anni dal nostro precedente album in studio.


 

Una persona superficiale potrebbe pensare, leggendo i titoli e guardando le copertine dei vostri album, che siete una band maschilista. La realtà è ben diversa, la canzone “Espinas en el corazon” è la risposta a simili pregiudizi. Avete avuto problemi di censura durante la vostra carriera? Che cosa rispondi a chi vi muove accuse del genere?

Lujuria, nonostante il nome e le canzoni, non ha in mente la parola sesso, ha la parola libertà. Tutta la filosofia del gruppo nasce da una frase di mio padre che mi disse: «Se non saremo liberi da sdraiati, difficilmente lo saremo stando in piedi». Per questo cantiamo di liberà sessuale, siamo un gruppo sessuale, se vuoi però, non sessista. In più odiamo il maschilismo e la violenza di genere. Da qui nasce la canzone cui hai fatto riferimento e la campagna che portiamo avanti dal 2003. Problemi con la censura non ne abbiamo avuti però con la giustizia si. Abbiamo scritto la canzone “Dejad que los niños se acerquen a mi” per denunciare gli episodi di pedofilia nella Chiesa cattolica quando erano gia stati condannati tanti preti e vescovi. Una Tv, Telemadrid, di chiare tendenze di destra, manipolò il titolo per affermare che inneggiavamo alla pedofilia, e non solo questo, accusarono noi di essere pedofili. Naturalmente li abbiamo denunciati ma questa Tv è la voce del Partito Popular, quello che adesso governa in Spagna, e si avvalsero dei migliori avvocati e finì che diedero ragione a Telemadrid. Incredibile! Ci è costato molto denaro però non hanno zittito e non zittiranno mai la nostra bocca perché abbiamo ragione noi.


 

Tempo fa avete organizzato un concerto con ingresso gratuito per i disoccupati, a riprova di quanto i Lujuria siano sensibili alle tematiche sociali. Oggi la situazione economica della Spagna è peggiorata. Ripeterete un’esperienza del genere?

Se oggi facessimo un concerto per i disoccupati non ci sarebbe, in Spagna, uno stadio sufficientemente grande per accoglierli tutti, né nel mondo. Non potremmo farlo in nessun posto, nemmeno al “Sambódromo” di Río de Janeiro, questa è la situazione fratello. Ciò che abbiamo fatto è stato abbassare tutto quello che potevamo, i prezzi dei concerti e dei cd e, naturalmente, continuare a lottare per questa ondata liberale che invade l’Europa e condanna alla fame (non ci sono soldi) e alla morte (vogliono la fine della sanità pubblica), la nostra gente.

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Avete sempre cantato in spagnolo. Non credi che questa scelta abbia ostacolato l’accesso a un pubblico più vasto e diverso da quello spagnolo e latinoamericano?

Perché mai? Non capisco. Non so in Italia però in Spagna la gente non ha una buona conoscenza dell’Inglese. In qualsiasi concerto di qualsiasi gruppo che canta in inglese ti assicuro che l’80% delle persone non capisce niente. Però se la gode, il linguaggio è la Musica che è universale. Per farti capire bene quello che voglio dire ti cito una frase di Chris Bertoncelli, un cantante argentino di un gruppo che si chiama Renacer, disse: «Per la gente devo cantare con la stessa lingua che uso per dire a mia moglie ti amo». Se ti piace la nostra musica non credo che la lingua sia un problema.

So che vi piacerebbe suonare in Italia, in particolare dalle parti del Vaticano…

(Ride) Si, uno dei miei sogni è suonare in Piazza San Pietro e suonare a tutto volume “Dejad que los niños se acerquen a mi”. A parte gli scherzi, certo che ci piacerebbe suonare in Italia. Qui arrivano sempre più gruppi italiani e ogni volta ci raccontano che c’è una scena molto simile alla nostra. Vogliamo suonare per i nostri fratelli italiani. Chiamateci che desideriamo venire lì.

 

A proposito di Vaticano, a dicembre il papa sbarca su Twitter. Hai un twitt per lui? Mi raccomando, rispetta il limite dei 140 caratteri.

Santità, dica a Dio che lo aspetto con le mie carte da poker. Se è onnipotente, che scenda e mi batta. Se no, l’oro della Chiesa va ai poveri.

 

Avete programmato qualche esibizione oltreconfine? Quali i prossimi lassi dei Lujuria?

Di questo se ne sta occupando la nostra agenzia di management Calle Underground, gli interessati possono contattarla. Al momento stiamo girando la Spagna. A febbraio saremo in America Latina e vediamo se esce una data nella bella Italia.

L’intervista finisce qui. Vuoi aggiungere qualcosa in conclusione?

Noi utilizziamo sempre lo setto saluto: POR EL PUTO ROCK AND ROLL!

Vincenzo Borriello

VERSIONE SPAGNOLA

Ha publicado recientemente tu nuevo álbum “Sexurreccion”. ¿Quiere decirnos algo más sobre de este nuevo trabajo?

Es el trabajo número 12 ya de la banda. Después de mas de XX años de carrera y que celebramos con una extensa gira y un DVD en directo desde Venezuela hemos querido que este disco sea un canto a muchas cosas. Por un lado una manera de reivindicar que se puede seguir dando heavy metal tras XX años, que no solo no hemos muerto, hemos sexresucitado (espero que en italiano se entienda el juego de palabras unimos la palabra sexo a la palabra resucitar) Por otro es una llamada a la gente del pueblo (siempre hemos creido que el heavy metal es la voz de la clase trabajadora) a despertar de una vez, a sexresucitar. Seguro que vosotros lo entendeis tan bien como nosotros o los hermanos griegos y portugueses. ¿Qué mas tienen que hacernos los gobernantes para que saltemos de una vez y recuperemos lo nuestro? Por eso les gritamos, despertad, sexresucitar, es el momento.

 

¿Has tenido la oportunidad de probar las nuevas canciones en vivo. ¿Cómo ha respondido el público?

Si Vicenzo, ya llevamos 4 conciertos de esta gira y la respuesta ha sido maravillosa, el público ha recibido el disco como nunca, había hambre de Lujuria ya que entre celebrar nuestro XX aniversario y alguna cosa mas, han pasado 4 años desde el anterior trabajo.

 

Una persona superficial podría pensar, leyendo los titulos y mirando la partada de los álbum, que Lujuria son una banda machista. La realidad es muy diferente, la canción “Espinas en el Corazón” es la respuesta a tales prejuicios. ¿Ha tenido problemas con los censores durante su carrera? ¿Qué le contestas a los que mueven estas acusaciones?

Lujuria, a pesa de su nombre y sus canciones, no tiene en mente la palabra sexo, tiene en mente la palabra libertad. Toda la filosofía del grupo nace de una frase de mi padre que me dijo “Si no somos libres tumbados difícilmente lo seremos de pie” por eso cantamos a la libertad sexual, somos un grupo sexual si quieres, pero no sexista. Es mas, odiamos el machismo y repudiamos la violencia de género de ahí esa canción que comentas y la campaña que desde entonces (2003) venimos haciendo. No hemos tenido problemas de censura por eso pero si algun problema con la justicia. Nosotros hicimos una canción llamada “Dejad que los niños se acerquen a mi” denunciando la pederastia de la iglesia católica cuando ya en los tribunales miles de sacerdotes y obispos habían sido condenados. Una televisión, Telemadrid, de clara tendencia de derechas, manipuló el título para asegurar que cantábamos a la pederastia, y que no solo eso, éramos pederastas. Por supuesto lo denunciamos pero esa televisión era la voz del Partido Popular, el que ahora gobierna en España, y se respaldó de los mejores abogados que acabaron por decir que Telemadrid tenía razón, ¡increible! Nos costó mucho dinero pero no silenció ni silenciará nunca nuestra boca porque tenemos la razón.

 

Hace algún tiempo usted ha organizado un concierto con entrada gratuita para los desempleados, para confirmar lo que la Lujuria son sensibles a las cuestiones sociales. Hoy la situación económica española ha empeorado. ¿Se repetirá esta experiencia?

 

Si hoy día hacemos un concierto para parados no hay estadio suficiente en España para acogerlos, ni en el mundo, no podríamos hacerlo en ningún sitio, ni siquiera en el “sambódromo” de Río de Janeiro, asi estamos aqui hermano. Lo que si hemos hecho es bajar todo lo que podemos los precios de los conciertos y de este Cd y por supuesto seguir peleando para que esta oleada liberal que invade Europa y condena a hambre (no hay dinero) y muerte (quieren acabar con la sanidad pública) a nuestra gente sea pronto un mal recuerdo.

 

Siempre he cantado en español. ¿No crees que esta decisión ha dificultado el acceso a un público más amplio y diferente a lo español y latinoamericano?

 

¿Por qué? No acabo de entenderlo. No se en Italia pero en España la gente no tiene una formación inglesa muy grande, en cualquier concierto de cualqier grupo que cante en inglés te aseguro que el 80 % no está entendiendo nada. Pro sí está disfrutando, el lenguaje es LA MÚSICA que es universal. Pero como mejor puedo definirte lo que pienso es con una frase de Chris Bertoncelli, cantante argentino del grupo Renacer, que dijo “A mi gente tengo que cantarla en le mismo idioma que digo a mi mujer te quiero”

Si gusta nuestra música no creo que el idioma sea problema.

 

Yo sé que te gustaria tocar en Italia, sobre todo en las zonas del Vaticano …

 

Jajajajaja sii es uno de mis sueños tocar en la Plaza de San Pedro y que suene bien fuerte “Dejad que los niños se acerquen a mi” Bromas aparte sí que nos encantaría tocar en Italia, aqui llegan cada vez mas grupos italianos y nos cuentan que hay una escena metalera parecida a la nuestra, queremos tocar para los hermanos italianos, llamadnos que estamos deseando ir.

 

A propósito del Vaticano, el Papa llega en diciembre en Twitter. Usted tiene un twitt para él? Por favor, respeten el límite de 140 caracteres.

Si claro ahí va:

Santidad, diga a Dios que le espero con mi baraja de póker, si es omnipotente que baje y me gane. Si no el oro de la iglesia para los pobres

 

 

¿Ha planeado algunos conciertos fuera de la Espana? ¿Cuáles son los próximos pasos de Lujuria?

 

Bueno tenemos una oficina de management llamada Calle Underground para quien esté interesado, que nos lleva eso, de momento estamos de gira por España y a partir de Febrero por Latinoamérica, a ver si de aquí sale una fecha en la bella Italia ,)

La entrevista termina aquí. ¿Quieres añadir algo al final?

Nosotros siempre utilizamos la misma despedida ¡POR EL PUTO ROCK AND ROLL!

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