L’Ungheria ad un passo dal default

Economia

L’Ungheria ad un passo dal default

Mentre l’obiettivo dei mercati e degli osservatori era puntato su Italia, Spagna, Grecia e Portogallo, un altro paese stava precipitando verso il baratro di una gravissima crisi finanziaria, senza che nessuno ne facesse menzione. Si tratta dell”Ungheria, paese di cui negli ultimi tempi si è discusso soprattutto per le scelte autoritarie del suo governo di destra guidato da Viktor Orban e che hanno fatto chiedere, retoricamente, alla comunità internazionale se il paese potesse ancora essere considerato una democrazia. Mentre infatti decine di migliaia di persone sfilavano a Budapest contro la nuova Costituzione, che limita i poteri di Corte Costituzionale e magistratura, oltre alla libertà di stampa, il fiorino colava letteralmente a picco destando allarme sui mercati mondiali e in Europa. Per un euro, ci vogliono ormai oltre 320 fiorini, mentre i tassi che lo Stato ungherese deve pagare a chi sottoscrive i suoi titoli sovrani, quindi per rifinanziare il suo alto debito pubblico, sono ormai ben oltre il 10 per cento.

Proprio oggi, l’asta dei bond è andata malissimo, poiché sono stati venduti titoli per 35 miliardi di fiorini contro i 45 miliardi programmati, con i tassi di quelli annuali che hanno raggiunto il 9,96% contro il 7,91% che vantavano solo il 22 dicembre scorso. Per cercare di porre riparo alla situazione, il governo ha chiesto un’intesa-lampo con il Fondo monetario internazionale (Fmi) e l’Unione europea: senza il credito richiesto da Budapest, tra 15 e 20 miliardi di dollari, l’Ungheria rischia il default. Il problema sta nel fatto che analogo negoziato era stato sospeso da Fmi e Ue dopo che era entrata in vigore una legge che riduce gravemente l’autonomia della Magyar Nemzeti Bank, la banca centrale, in palese violazione dei Trattati europei e delle norme internazionali. Il netto peggioramento che si registra di ora in ora, rischia di non poter più essere controllabile, se si pensa che gli interessi sui titoli sovrani sono saliti stamane al 10,9 per cento, guadagnando circa un punto e mezzo rispetto alla giornata di ieri.

Anche i dati macroeconomici, ormai la dicono lunga sullo stato del paese: il totale del debito pubblico è salito all’82,6 per cento del prodotto interno lordo, e la crescita del prodotto interno lordo oscilla ormai tra stagnazione e rischio di recessione. Il quotidiano liberalconservatore tedesco Die Welt paventa uno scenario nel quale gli investitori internazionali indicano la possibile bancarotta magiara entro un mese, con pesantissime conseguenze per le banche di tutta Europa, in particolare austriache e tedesche, ma anche Unicredit. Orban, continua con arroganza sulla linea già percorsa sino ad ora, ma anche la Commissione Europea ha già fatto sapere di avere avviato un esame della situazione per appurare se l’Ungheria sia ormai una dittatura. Il paese è membro dell’Unione europea dal 2004, ma a detta di molti osservatori, se chiedesse adesso di entrare in Europa, dopo la svolta autoritaria perseguita da Orban non avrebbe più le carte in regola per farne parte.

Viktor Orban
Viktor Orban

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