L’Ungheria ha completato il muro anti migranti

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L’Ungheria ha completato il muro anti migranti

Fra proclami, linee guida, accordi ufficiali e professioni di pensiero, sulla questione dei migranti c’è un’Europa nascosta, che non discute.
Si limita a decidere, comunicare e agire.
Da chi sia composta questa Europa è facile ipotizzare, ma a poco serve, perché, il risultato finale proprio non cambia di una virgola.
Così, il Vecchio Continente, quello unito sotto la bandiera blu stellata, ospita allo stesso tempo paesi come Italia e Grecia che, come se già non fossero abbastanza in difficoltà su mille altre questioni, devono fronteggiare i quotidiani sbarchi di profughi, con tutto quello che ne consegue, e un altro paese che, in barba a ogni sbandierato principio di solidarietà e umanità, chiude i propri confini in maniera materiale, mediante la costruzione di un muro.
È l’Ungheria, questo paese, quello che, per bocca del premier Viktor Orbàn, lo aveva detto, che avrebbe costruito un muro a protezione del proprio confine con la Serbia.

Lo aveva detto, poi aveva negato, poi ci sono stati i vertici europei, gli accordi sui ricollocamenti e tutto il resto.
Ma, mentre tutti gli altri discutevano – a parte greci e italiani, è chiaro, perché, a loro, per discutere sui migranti, non resta molto tempo – il governo ungherese ha fatto ciò che, di solito, non accade mai per davvero.
Il governo ungherese ha fatto ciò che aveva detto che avrebbe fatto, ovvero, ha infilzato la propria linea di confine con la Serbia con pali in acciaio a intervalli regolari e colmato la distanza fra gli stessi con una recinzione, con tanto di filo spinato. Non è proprio un muro, a voler essere precisi, ma è qualcosa che gli somiglia in modo assai soddisfacente. E, in ogni caso, è tutto ciò che si può pensare di costruire in un mese e mezzo circa, visto che il confine di cui si parla si estende per quasi 200 km e le opere saranno concluse entro la fine di agosto.

Gli ungheresi sono stati tempestivi e coerenti, ora resta da vedere come reagirà l’Europa, anche se il fatto stesso che il muro sia stato completato lascia pensare che, a qualcuno, non per forza in Ungheria, quello stesso muro fa comodo.

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