Lungomare di Napoli: bidoni “poeti” invocano al rispetto per la città

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Lungomare di Napoli: bidoni “poeti” invocano al rispetto per la città

Sos lungomare. Napoli e Pozzuoli, storie a confronto di tesori buttati in mare. Nel mare della “monnezza”, della sciacallaggine, dell’incuranza. Di fondi europei gettati come scomoda zavorra o logorate da fameliche fauci in cerca di facili arrichimenti. A Napoli, più volte il lungomare cha parte da Mergellina per finire al Borgo Marinari è stato oggetto di scandalo. Pali della luce corrosi, sacchetti della spazzatura sparsi qua e là, scogliere incapace di nascondere le centinaia di lattine gettate aldilà della ringhiera. Qualcosa forse sta cambiando. la gente è stufa di sentirsi dire “vergogna”. E da qualche giorno, sui bidoni disseminati lungo il marciapiede panoramiche alcune poesie, scritte su semplici fogli di carta, invocano a un cambio di rotta e all’amore per una città difficile. “Fermi la macchina, ti viene la voglia di pulirla e butti tutto a terra/ti compri un gratta e vinci, non vinci niente ti arrabbi e lo butti a terra/Ti do un consiglio: ama Dio e ama il tuo prossimo, così non ti arrabbi e non butti niente a terra”, recita con ironia una delle poesia affisse da uno degli operatori ecologici della zona. Per una iniziativa riginale e positiva ce n’è un’altra che riporta mestamente con i piedi per terra: oggi sarà inaugurato il nuovo lungomare Alessandro Pertini, a Pozzuoli. Un progetto di riqualificazione atteso da tre anni e annunciato con la giusta euforia. Peccato che durante i lavori, il lungomare è stato oggetto già derubato, sporcato, vandalizzato. E ai piedi dello stesso, una sorta di discarica sbusiva copre la distesa “loppa”, ossia gli scarti rocciosi di ghisa e carbone provenienti dall’Italsider e utilizzati per arginare le mareggiate. Anche in questo caso, forse, ci vorrebbe un poeta che riportasse tutti alla civiltà.

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