Luoise Bourgeios al Museo di Capodimonte: il surrealismo incontra il classicismo COMMENTA  

Luoise Bourgeios al Museo di Capodimonte: il surrealismo incontra il classicismo COMMENTA  

L’ arte contemporanea incontra i classici della pittura europea al Museo di Capodimonte. E’ questo il fine ultimo della mostra di Louise Bourgeois allestita nel celebre museo napoletano, custode di preziosi dipinti appartenenti soprattutto al periodo rinascimentale e barocco. Le opere dell’artista francese – in gran parte sculture – non sono state raccolte in un’ unica sale, ma si alternano ai pezzi della collezione peermanente, formando un tutt’ con essa. Un’ operazione rischiosa, ma non di cattivo gusto perchè come un’ artista figlia del Novecento avanguardista, ermetico, sutrrealista, si sia ispirata a pittori come Luca Giordano, Brueghel il Vecchio, de Ribera.
La mostra è avvincente, imponente, spiazzante. Spiazza, ad esempio, l’enorme ragno nero che si staglia nel cortile interno del museo. La scultura, alta 10 metri, si aggancia a un tema ricorrente dell’artista: il rapporto con la madre. una madre che, proprio come una madre, dà e toglie la vita. una madre amorevole e minacciosa allo stesso tempo, a volte rifugio sicuro, a volte Medea. L’opera si chiama Maman e risale, come gran parte della mostra agli anni ‘90. Il tema della madre atraversa tutta la collezione della Bourgeois: l’artista scava nelle ansie e nelle paura dell’essere umano, nel persistente senso di morte che lo accompagna, contrastato da una necessità/volontà di vivere.
Nella sue sculture la Bourgeois ama ritrarre anche sè stessa: come figlia, sposa, madre. Una donna che, pur pervasa da un profondo senso di inquietudine, è legata agli aspetti più ‘terreni’ dell’esistenza, il sesso, la famiglia, il rapporto di coppia. Le opere dell’artista ultranovantenne, che dal 1938 vive a New York, rimandono alla condizione precaria dell’essere umano, al suo rapporto viscerale con l’altro.
Tra le opere più scenografiche, c’è The crouching spider, un altro ragno di enormi dimensioni, stavolta ritratto quasi in movimento, in una posa d’attacco, e inserito in un’ampia sala che ospita i maestosi arazzi d’Avalois. All’interno della collezione, invece, sono esposte anche due opere inedite della Bourgeois, entrambe appartenenti alla serie delle Cells, grandi gabbie di ferro che al loro interno custodiscono un mondo surreale e inquietante.

La mostra ospitata al Museo di capodimonte è la prima in Italia dedicata a Louise Bourgeois e ha certamente ravvivato l’affluenza di visitatori al Museo di Capodimonte. Tuttavia, lunghe file alla porta, non se ne sono viste. Speriamo che con le festa natalizie sotto il grande ragno collocato nel cortile si possa vedere la folla di curiosi che il Museo merita.

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