Lusi presenta le carte che incastrano Rutelli, ma i magistrati non gli credono. Il leader di Api: «Mostruose menzogne»

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Lusi presenta le carte che incastrano Rutelli, ma i magistrati non gli credono. Il leader di Api: «Mostruose menzogne»

Luigi Lusi

ROMA – Nell’interrogatorio di sabato scorso, durato più di sette ore, Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, in carcere a Rebibbia con l’accusa di essersi appropriato di oltre 25 milioni di euro del partito tra il 2007 e il 2011, ha mostrato al gip Simonetta D’Alessandro alcuni documenti che dimostrerebbero il coinvolgimento di Francesco Rutelli.

Lusi ha esposto al gip e ai pm alcune lettere tra lui e l’ex presidente della Margherita, con le quali intendeva dimostrare come gli investimenti in immobili da milioni di euro non li fece per sé, ma «per conto dei rutelliani». Secondo Lusi, sarebbe stato addirittura lo stesso Rutelli ad autorizzare gli acquisti, consigliandogli di utilizzare una società straniera, dal momento che la moglie dell’ex tesoriere è canadese. In una lettera in particolare, sarebbe riportato come l’attuale leader di Api abbia rimproverato Lusi di codardia per aver restituito alcuni finanziamenti non utilizzati.

I documenti di Lusi, se presi sul serio, invaliderebbero la difesa di Rutelli, il quale si è sempre dichiarato estraneo alla gestione finanziaria del partito, lasciata completamente nelle mani del tesoriere.

Un grosso se, in quanto i magistrati non sembrano ritenere attendibili le lettere di Lusi, né a inserire il leader di Api nel registro degli indagati.

Francesco Rutelli, dal canto suo, ha fatto sapere che intende denunciare Lusi per calunnia presso la procura della repubblica di Roma.

«Le sue sono solo mostruose bugie. Perfino la moglie ha ammesso che il disegno era di appropriazione a beneficio della famiglia. Una menzogna affermare che ville, appartamenti e beni in Canada, tutti intestati a sé e ai familiari, erano accumulati per conto di una cosiddetta “corrente rutelliana”»

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