Lusi rimane in carcere, il gip ha negato i domiciliari. «Prima faccia rientrare i capitali all’estero»

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Lusi rimane in carcere, il gip ha negato i domiciliari. «Prima faccia rientrare i capitali all’estero»

Luigi Lusi rimane dietro le sbarre di Rebibbia. Una vera doccia fredda per l’ex tesoriere della Margherita, accusato di aver sottratto alle casse del partito 25 milioni di euro. La Corte Suprema di Cassazione aveva annullato con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare al Tribunale del Riesame. Questa decisione aveva spinto i due avvocati di Lusi, Luca Petrucci e Renato Archidiacono, a presentare un’istanza di scarcerazione per l’ex tesoriere.

Il gip del tribunale di Roma, Simonetta D’Alessandro, ha respinto l’istanza per gli arresti domiciliari presentata dai legali difensori del senatore, nonostante il pm Stefano Pesci, nel parere consegnato giovedì al gip, si fosse dichiarato favorevole ai domiciliari se venivano garantite le esigenze cautelari.

Le motivazioni che hanno spinto il gip D’Alessandro a negare la scarcerazione consistono nella mancata restituzione dei soldi inviati in Canada e nella necessità per i domiciliari di una residenza alternativa a quella della moglie, Giovanna Perticone, indagata nell’ambito della stessa inchiesta.

Tuttavia, il gip ha aggiunto che i domiciliari potrebbero essere ripresi in considerazione nel caso in cui Lusi facesse rientrare in Italia i capitali trasferiti all’estero e mantenesse un «contegno» adeguato. Quest’ultima condizione viene posta in seguito alle dichiarazioni fatte dal senatore, in cui accusava l’ex leader della Margherita, Francesco Rutelli, di aver garantito un patto per la spartizione dei soldi del partito, e per le quali Lusi è stato denunciato dall’accusa per calunnia.

«La decisione del gip non ci stupisce più di tanto, era nell’aria. A questo punto attendiamo la fissazione dell’udienza al riesame», ha dichiarato Archidiacono.

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