M5S: Interrogazione parlamentare sui due militari ‘puniti’ per le rivelazioni sul ‘Renzicottero’

Attualità

M5S: Interrogazione parlamentare sui due militari ‘puniti’ per le rivelazioni sul ‘Renzicottero’

Proseguono le polemiche sul ‘Renzicottero‘, come è stato definito da una parte della stampa l’elicottero istituzionale utilizzato dal premier Matteo Renzi per i suoi spostamenti. Il M5S ha presentato una interrogazione parlamentare a proposito delle sanzioni che sarebbero state comminate nei confronti dei due militari presenti nella sala operativa che segnalarono l’atterraggio di emergenza del ‘Renzicottero’ ad Arezzo, ufficialmente per avverse condizioni meteo. ‘Ci aspettiamo chiarezza e trasparenza da parte del ministro Roberta Pinotti’ hanno detto i parlamentari pentastellati in aula.

I militari erano presenti nella sala operativa il giorno in cui avvenne la sosta ad Arezzo del premier, e sarebbero stati gli autori della rivelazione che diede vita a polemiche sull’utilizzo del velivolo da parte del premier. I due militari sono stati sanzionati rispettivamente con 5 giorni e 2 giorni di consegna di rigore. Nell’interrogazione parlamentare, il M5S chiede che sia fatta luce sulle ragioni del provvedimento disciplinare: ‘Veniamo a sapere che tre sottufficiali di Brindisi sarebbero stati indagati e sottoposti a procedimento disciplinare dall’Aeronautica con l’accusa, sommaria, di aver divulgato informazioni sul volo dell’elicottero che il 2 marzo scorso, con a bordo Matteo Renzi, fu costretto a un atterraggio di emergenza in provincia di Arezzo durante la tratta Firenze-Roma.

Uno dei tre militari sarebbe persino stato costretto a cella di rigore. Un fatto che riteniamo gravissimo, perché se verrà confermato vorrà dire che ci troviamo di fronte a una vera e propria operazione di regime‘.

I pentastellati rincarano la dose giudicando la punizione alla stregua di ‘un rastrellamento in piena regola, roba da Corea del Nord, o peggio ancora una lezione di matrice maoista: punirne uno, o tre come nella fattispecie, per educarne cento‘.

Da Palazzo Chigi, venne diffusa una nota nella quale si specificò allora che la sosta ad Arezzo fu determinata dal maltempo. Nella risposta all’interrogazione parlamentare, il ministero della difesa ha specificato che la diffusione del materiale video che ritraeva l’atterraggio del presidente del consiglio costituisce ‘una palese lesione di profili di sicurezza nazionale e di conseguenza di tutela finalizzata alla protezione di personalità particolarmente esposte al rischio, quali il presidente del consiglio. Su questo tema, va ricordato che sono tutt’ora in corso indagini di polizia giudiziaria al fine di individuare i responsabili, a titolo doloso, della illecita divulgazione delle notizie in questione‘.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Loading...