Ma che cosa spinse i pontefici dell’età di mezzo al potere temporale? COMMENTA  

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Non certo solo l’ambizione o un calcolo strategico ma anche la necessità do riproporre nel corso della storia l’incarnazione della fede, rifiutando quelle tesi esclusivamente spirituali della funzione ecclesiale che in seguito ispirarono Clelestino V, l’uomo del grande rifiuto.

I papi che ambivano il controllo del potere imperiale finirono spesso definiti teocratici, senza una rigorosa indagine sulla reale natura del loro progetto politico. Attraverso il governo laico, il successo di Pietro volevano in sostanza, essere presenti nel loro tempo, immergendo la vocazione al trascendente in uno scenario in cui si decidevano davvero i destini dei propri fedeli.

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