Madman sceglie i suoi 5 videogiochi preferiti: “Mi cambiano la vita.”

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Madman sceglie i suoi 5 videogiochi preferiti: “Mi cambiano la vita.”

Madman - Intervista sui videogiochi preferiti
Madman - Intervista sui videogiochi preferiti

Madman sceglie i suoi 5 videogiochi preferiti: "Mi cambiano la vita." Durante una recente intervista che ha riportato ieri il rapper sui social ha scelto con il proprio parere i migliori giochi che vorrebbe sempre con se stesso e spiega anche i motivi;

Madman sceglie i suoi 5 videogiochi preferiti: “Mi cambiano la vita.”

Durante una recente intervista che ha riportato ieri il rapper sui social ha scelto con il proprio parere i migliori giochi che vorrebbe sempre con se stesso e spiega anche i motivi di questa scelta.

Metal Slug, uno dei miei giochi preferiti – Così dice Madman:

«Mi ricorda le mie prime esperienze di gaming. Avevo meno di 10 anni, stavo nel mio paese natale (Faggiano, 3000 abitanti), andavo in chiesa la domenica… perchè era il pegno da pagare per farmi portare in sala giochi da mio padre subito dopo. Lì c’erano un po’ di ragazzi più grandi, la maggior parte con problemi… era un ambiente fichissimo. Rimpiango le sale giochi, quelle belle, quelle fine anni ’90. Per legge non potevo starci in quanto minorenne ma sai, la legge. Il gestore mi conosceva, sapeva di che pasta ero fatto, appena vedeva arrivarmi mi faceva sempre battute del tipo “Pierfrancè che palle, devo andare a mangiare”… a Metal Slug con 500 lire duravo tipo mezz’ora, indimenticabile.

Giocato anche negli anni successivi, tutt’ora ci gioco».

Metal Gear Solid – tutta la saga ma non il quinto capitolo. Perchè? Ve lo spiega Madman:

«Il primo capitolo mi ricorda quando i miei divorziarono e andai a vivere da solo con mia madre. Avevo 11 anni e vivevo in un paese nuovo (San Giorgio Jonico) senza amici. Comprai il gioco masterizzato sottobanco dal titolare di una pizzeria sotto casa, che arrotondava così. Era l’era dei primi masterizzatori, il nuovo business che avanzava. Il secondo e il terzo capitolo mi ricordo quando li ho acquistati. Entrambe le volte ho fatto “filone” (fare sega) a scuola per andare a comprarlo appena uscito e tornare a casa a giocarci mentre mamma lavorava. Col terzo capitolo ho stabilito il mio record di ore consecutive di gioco: ben quattordici».

Call Of Duty dopo la seconda versione:

«Mi ricorda l’inizio dell’era multiplayer. La svolta che ti permetteva di giocare con gente da tutto il mondo, seppure con connessioni disastrose. Mi ricorda il liceo, non vedevo l’ora di tornare a casa per immergermi in quella realtà frenetica e dissociante. E’ stato probabilmente tra i motivi per cui ho perso un anno. Bei ricordi».

Resident Evil è l’altro gioco che affascina Madman:

«Ero molto giovane, tutti i capitoli sono usciti periodicamente dal 1996 ad oggi che a 28 anni sto giocando RE7 in realtà virtuale. Mi ricorda le nottate passate a terrorizzarmi da solo in cameretta. Mia madre non era d’accordo, diceva che era colpa di quel gioco se ero così irrequieto… beata ingenuità! È il primo gioco che provo in realtà virtuale, credo sia il primo passo verso il futuro del gaming».

For Honor – il gioco per cui Madman ha dedicato una canzone:

«La prima volta che ho potuto fondere le mie due passioni in un unico progetto. La collaborazione con Ubisoft mi ha riempito di orgoglio innanzitutto per essere stato scelto tra tanti rappers, poi personalmente rappresenta uno smacco verso tutti coloro che considerano il gaming una mera perdita di tempo e non rendono giustizia alla grande passione che rappresenta per moltissimi ragazzi. Appena ho saputo della proposta ero già certo di spaccare tutto, ho detto a mia madre “Hai visto? Te lo dicevo che bruciarmi il cervello tutti questi anni a qualcosa sarebbe servito!”. È stata davvero una bellissima esperienza, mi ha dato visibilità nell’ambiente del gaming e soprattutto mi ha permesso di aprirmi coi miei fans su un lato di me che durante la mia carriera avevo forse lasciato troppo in ombra. Ci gioco tutt’oggi con molti amici, quasi quotidianamente».

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