Mafia Capitale, l’inchiesta ha colpito anche i giornalisti: 96 denunciati COMMENTA  

Mafia Capitale, l’inchiesta ha colpito anche i giornalisti: 96 denunciati COMMENTA  

L’inchiesta a tutti nota come Mafia Capitale, quella insomma con al vertice Massimo Carminati e che si dedicava ad acquisire il controllo di svariati settori dell’ambito pubblico con sistemi basati sull’estorsione, le minacce e la corruzione di pubblici ufficiali, ha finito per coinvolgere anche un buon numero di giornalisti.

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Qualche giorno fa, infatti, alcuni avvocati della Camera Penale di Roma hanno presentato, secondo quanto riportato dall’Agenzia Ansa, un esposto alla Procura della Repubblica contro 96 giornalisti, 78 cronisti e 16 direttori di giornale per “la pubblicazione pedissequa in articoli di stampa di atti, o stralci degli stessi, di un procedimento penale in fase di indagine” nell’ambito delle indagini sullo scandalo di Mafia Capitale.

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Immediati i commenti da parte dei rappresentanti dei giornalisti, fra cui il segretario generale della Fnsi Raffaele Lorusso, secondo il quale “in un Paese che si dice democratico è impensabile che si disponga una denuncia collettiva per 96 giornalisti, 78 cronisti e 16 direttori, ‘colpevoli’ di aver illuminato con il loro lavoro uno dei peggiori scandali della storia d’Italia e forse il più triste della storia della Capitale”.

Nel collegarsi poi alla cosiddetta Legge bavaglio, quella che il governo sta studiano proprio in materia di intercettazioni e che ha suscitato già diverse reazioni, fra cui quella di Stefano Rodotà che ha lanciato un appello per “No alla Legge Bavaglio”, Lorusso ha poi osservato che “torna in voga l’idea che si possa tentare di imbavagliare la stampa impedendo la pubblicazione di intercettazioni tra l’altro non più coperte da segreto istruttorio”. “E’ l’ennesimo esempio che deve far riflettere la politica sull’opportunità di una delega in bianco al governo su una materia così delicata” ha proseguito Lorusso, “è anche a causa di episodi come questo che l’Italia occupa il 73/o posto nella classifica sulla libertà di stampa.

È preoccupante che si sferri un attacco così rozzo e plateale alla libertà dei cronisti di informare e al diritto dei cittadini ad essere informati: chi l’ha concepito farebbe bene a rileggere quanto stabilito in modo assolutamente inequivocabile dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nelle numerose sentenze in materia di libertà di espressione e diritto di cronaca”.

Non è mancato anche il commento di Paolo Pirovano, segretario nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, che ha sottolineato che “dopo le minacce verbali e le aggressioni anche fisiche nei confronti dei cronisti che in questi mesi hanno cercato di raccontare con professionalità fatti e retroscena dell’inchiesta Mafia Capitale, ora è la volta di questo esposto imbarazzante che, secondo il Comitato esecutivo dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, offre una interpretazione distorta e gravissima non solo del diritto dei cittadini ad essere informati ma anche della libertà di stampa.

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Una denuncia che non a caso viola le normative della Corte dei Diritti dell’uomo di Strasburgo”.

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