Magnano, un borgo di altri tempi COMMENTA  

Magnano, un borgo di altri tempi COMMENTA  

Incastonato come una perla tra il verde della Serra (la serra morenica più estesa in Europa) c’èMagnano (Biella): un paese d’altri tempi. Già feudo del Vescovo di Vercelli, il paese trae il suo nome per i fabbri e maniscalchi che all’epoca, nel 1200, lo popolavano: i magnanAddirittura il paese vanta un primato: il ricetto più alto in tutto il territorio piemontese.

La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, la torre-porta e il budello che si snoda all’interno del ricetto, rendono caratteristico questo borgo che sembra essersi scostato dal consumismo e dalla frenesia di ogni giorno.

La cordialità dei suoi abitanti è «quella di un tempo». Anche la sua festa è straordinaria: tre giorni in piena impronta medievale. La Fiera di San Rocco è la kermesse più rappresentativa del paese, con figuranti provenienti da tutta Italia – quest’anno c’erano anche un gruppo svizzero e uno francese -, falconieri, maestri d’arme e giocolieri dell’epoca, per non parlare della cena medievale del venerdì che come sempre riscuote i giusti consensi dai palati più golosi.

Quest’anno la festa, organizzata come nelle precedenti edizioni dalla Pro Loco magnanese e dal suo presidente, Sergio Broglino (appassionato del suo paese a tal punto da citare a memoria personaggi, luoghi e date), si è svolta da venerdì 9 a domenica 11 agosto.

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Adesso non ci resta che segnarci Magnano sull’agenda dei luoghi da visitare e godersi i silenzi e la quiete di questo posto.

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