Malagrotta o non Malagrotta questo è il problema? COMMENTA  

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A Roma si lotta contro il tempo per evitare le sanzioni Ue sui rifiuti. Qualche giorno fa era stato presentato agli enti locali il decreto ministeriale, che stabiliva tempi e modi per l’organizzazione dell’emergenza rifiuti e prevedeva responsabilità penali per gli amministratori negligenti, in contemporanea era partito alla volta di Bruxelles.


Considerata l’urgenza del provvedimento, il ministro dell’Ambiente Clini, ha ritenuto probabile che l’alternativa al sito di Malagrotta possa essere effettivamente quello dei Monti dell’Ortaccio ( entrambi proprietà di Cerrone, il patron della ‘monnezza capitolina), ma ha lasciato il discorso in sospeso, forse per non surriscaldare gli animi degli abitanti dei due siti che ieri hanno protestato in Via Cristoforo Colombo, davanti alla sede del ministero presso cui si stava svolgendo l’incontro tra enti locali e aziende.


Nel provvedimento infatti non si segnala alcun sito alternativo  a Malagrotta, né a breve, né a lungo termine, sempre ammesso che il progetto di trattare i rifiuti non riciclabili dopo il trattamento biologico abbia successo. Una cosa pare certa: il decreto assomiglia tanto ad una presa in giro per allungare i tempi evitando così le sanzioni europee, mentre sembra evidente che Malagrotta continuerà a fagocitare i rifiuti capitolini e quelli del Vaticano, grazie anche al potere accentratore di Cerrone, il quale ieri è stato pesantemente ricoperto d’insulti e costretto ad allontanarsi sotto scorta.


Le autorizzazioni dovranno pervenire entro il 15 febbraio, entro il 30 gennaio Ama e  Conai dovranno rendere operativo il piano per la raccolta differenziata che dovrà iniziare comunque entro il 25 c.m ,

in ogni caso spetterà al prefetto Sottile l’ultima parola, nel caso in cui le amministrazioni durante i sei mesi del suo incarico provvisorio, risultassero inadempienti; sarà compito sua altresì individuare entro 8 giorni i siti alternativi per il trattamento biologico che hanno “capacità autorizzata residua”

Ma qui si va alla retorica pura: i due impianti dell’Ama di Salario e Rocca Cercia non sono sufficienti ad accogliere i rifiuti, inoltre pare impossibile che si possa raggiungere un accordo tra Ama e Colari ( di Cerrone) secondo cui si potrebbero rendere attivi due impianti di Malagrotta alla modica cifra di 50 milioni annui per 10 anni.

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