Malaria: possibili zanzare-vettori anche in Italia

Malaria: possibili zanzare-vettori anche in Italia

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Malaria: possibili zanzare-vettori anche in Italia

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Il caso di Sofia, 4 anni, morta a Trento di malaria, diffonde la preoccupazione in tutta Italia. Probabili zanzare infette anche qui.

Malaria in Italia

Tutto è iniziato con la morte di Sofia: una bambina di soli 4 anni che, dopo diversi tentativi di mantenerla in vita, è morta tragicamente di malaria. Nonostante la maggior parte delle persone tende a vedere la malaria come una malattia debellata in Italia, è ancora possibile venire contagiati dal virus e, purtroppo, subirne e conseguenze. Per quanto riguarda il caso della piccola Sofia, per esempio, è bastata una puntura da parte di una zanzara del genere Anopheles. Le zanzare di questa specie agiscono al calare del sole e provengono dai paesi caldi come l’Africa o l’America del sud. Ma è possibile che la zanzara sia stata portata in Italia involontariamente da valigie e altri oggetti scaricati in aeroporto. Ma il dubbio più grande è se non sia possibile che alcune zanzare che vivono in Italia possano essere ugualmente portatrici di malaria.

La diffusione

In realtà una delle ipotesi da tenere presente è anche l’infezione per contatto con il sangue di un’altra persona infetta. Ad esempio può accadere che venga usata la stessa siringa su una persona malata di malaria e poi su un’altra sana, provocando perciò l’infezione della persona sana.

E’, infatti, una delle ipotesi che viene vagliata nel caso della piccola Sofia morta a Trento: nello stesso ospedale dove è stata ricoverata ci sono altri due bambini malati di malaria. Se si dovesse appurare che la malattia ha lo stesso ceppo, si potrebbe ipotizzare un’infezione dovuta a contatto. A dire il vero, però, Massimo Andreoni e Massimo Galli, medici esperti della malattia e che stanno indagando sui casi italiani, non possono escludere la presenza di una zanzara “italiana” portatrice di malaria. Galli, infatti, asserisce “Abbiamo diverse specie la cui efficienza come vettori di ceppi di Plasmodium che vengono dall’estero non è sufficientemente definita.”

I sintomi

Purtroppo combattere la malaria non è facile anche perché il suo manifestarsi confonde molti medici. I sintomi iniziali, infatti, possono essere confusi con quelli di infezioni minori, portando il malato a soffrire più del dovuto prima di iniziare la cura giusta. Andreoni e Galli spiegano come tutto inizi con la febbre: “di solito inizia con forti brividi, rialzo termico fino a 41 gradi per alcune ore, seguito da sudorazione intensa e diminuzione della febbre.

Questa ha un andamento ciclico nella cosiddetta terzana, dopo una prima crisi scompare, e poi si ripresenta dopo tre giorni, nella quartana dopo quattro. Possono esserci anche mal di testa, nausea, dolori muscolari, vomito, diarrea.” Come potete immaginare, anche molti tipi di influenza comune iniziano con la febbre e per questo è possibile confondere la malattia con qualcos’altro. Le indagini dei medici Andreoni e Galli cercano proprio di capire come delle persone in Italia possano venire infettate e, nel caso l’infezione venga da zanzare già presenti sul posto, come eliminare alla radice il problema.

(Ci sono altre malattie, invece, che possono essere debellate per tempo. “Attacco di cuore: gli 8 sintomi che il corpo ti invia un mese prima“)

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