Mangiano risotto alle erbe raccolte in montagna, muore coppia di anziani

Mangiano risotto alle erbe raccolte in montagna, muore coppia di anziani

Cronaca

Mangiano risotto alle erbe raccolte in montagna, muore coppia di anziani

risotto colchicina
Mangiano risotto alle erbe raccolte in montagna, muore coppia di anziani

Due settantenni sono morti dopo aver mangiato un risotto con la colchicina, un'erba raccolta in montagna e che avevano scambiato per zafferano

Una coppia di anziani, marito e moglie, sono morti a seguito di un’intossicazione da colchicina, un’erba simile allo zafferano che i due avevano raccolto nel corso di un’escursione in montagna e hanno poi consumato cucinandola nel risotto. I due erano residenti a Cona, in Provincia di Venezia. L’uomo, Giuseppe Allodi di 70 anni, e la donna, Lorenza Frigatti di 69 anni, si trovavano a Folgaria in vacanza e hanno approfittato per fare un giro nei boschi. Qui, convinti che si trattasse di zafferano, hanno raccolto i fiori di colchicina che si sono rivelati letali.

I fiori di colchicina sono stati scambiati con lo zafferano

Dopo aver raccolto i fiori, i due sono rientrati a casa e hanno cucinato un risotto, convinti che si trattasse di zafferano. L’uomo è deceduto il 1 settembre, dopo il ricovero all’Ospedale di Folgaria. La donna è morta ieri all’Ospedale di Piove di Sacco.

Nell’immediato si era pensato ad un infarto, poi la concomitanza dei malesseri tra i due coniugi ha fatto sospettare i medici. Dai risultati dell’analisi è emerso proprio che è stata quell’erba velenosa, la colchicina, a far morire i due settantenni. Sul caso sta indagando la procura di Trento, che ha ricevuto gli atti dalla Procura padovana.

In dosi massicce ha un tasso di mortalità del 30%

La colchicina viene estratta dal Colchicum autumnale: è una polvere giallastra e inodore ed è facilmente solubile in composti liquidi. In farmacia viene utilizzata per la preparazione dei farmaci contro la gotta, ma anche per alleviare la Febbre Mediterranea Familiare. Questo fiore manifesta, comunque, un’elevata tossicità che – ad esempio – non ne permette l’uso nei farmaci antitumorali. Dopo l’assorbimento il farmaco raggiunge la massima concentrazione tra i 30 minuti e le 2 ore.

Nel trattamento del gotta permette di eliminare dolore ed infiammazione, in un arco di tempo relativamente breve tra le 12 e le 24 ore.

Per le sue proprietà viene utilizzata anche nei casi artrite. Recentemente, alcuni cardiologi hanno iniziato ad utilizzarla anche nella cura della pericardite, ottenendo il 90% dei successi tra i pazienti.

Non solo una medicina

Nausea, diarrea, dolori addominali e vomito sono tra gli effetti indesiderati più comuni della colchicina. Ma si possono verificare anche conseguenze peggiori, come neuriti, alopecia e miopatia. Il sovradosaggio o il dosaggio non controllato può provocare la morte, con una percentuale che arriva fino al 30%. I primi sintomi, come accaduto per i due anziani, si manifestano nell’apparato gastrointestinale, per poi trasformarsi in alterazioni della funzionalità del midollo.

Se presa per tempo l’intossicazione da colchicina si può trattara come lavanda gastrica, asprirazione duodenale e terapia antibiotica. Se non riconosciuta, nel giro di tre giorni si giunge alla morte in seguito ad un collasso cardio circolatorio o shock settico. La dose tossica, nell’uomo, è pari ai 10 milligrammi.

La stessa dose che, probabilmente in quantità maggiori, ha portato alla morte dei due coniugi padovani.

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