Manifestazioni a Hong Kong. Perché si protesta COMMENTA  

Manifestazioni a Hong Kong. Perché si protesta COMMENTA  

Otto arresti oggi a Hong Kong per le proteste contro il governo. Studenti e cittadini sono tornati a manifestare dopo la decisione della Cina di controllare le future elezioni del 2017.


Le elezioni dovrebbero essere a suffragio universale in una Repubblica popolare, ma non è la prima volta che lo Stato cinese pone forti limiti a questo diritto.


Nel settembre 2014 le foto delle strade occupate dai manifestanti, studenti di Scholarism, rappresentanti di Occupy Central e semplici cittadini, hanno fatto il giro del mondo. Ragazzi accampati per settimane, occupazioni di piazze ed edifici, repressioni violente e centinaia di arresti, per ottenere elezioni pulite e trasparenti.


I motivi della manifestazione. Un anno fa il Governo cinese aveva dichiarato di permettere, sì, il suffragio universale ma di concederlo solo all’interno di una lista di due o tre candidati precedentemente scelti da loro. Per questo i cittadini scesero in piazza protestando per mesi; e sempre per lo stesso motivo tornano a manifestare oggi, dopo che la Cina ha reso pubbliche le linee guida per le elezioni del 2017: la commissione di Pechino prima di permettere la candidatura, selezionerà gli aspiranti politici, limitando perciò la libertà di scelta e di voto.

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Cosa chiedono i cittadini. Trasparenza prima di tutto, elezioni veramente libere e democratiche e maggior indipendenza al distretto di Hong Kong da parte del Governo cinese, così da poter eleggere in autonomia il capo dell’amministrazione locale.

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