Manovra 2017, Renzi: regole rispettate, diciamo no ai tecnocrati

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Manovra 2017, Renzi: regole rispettate, diciamo no ai tecnocrati

In attesa delle osservazioni di Bruxelles, Matteo Renzi si è detto sicuro di avere rispettato le regole Ue. Niente cambi alla manovra.

L’Italia aspetta le osservazioni della Commissione Ue sulla manovra finanziaria 2017. Matteo Renzi si è detto sicuro che la proposta al momento sui tavoli di Bruxelles sia rispondente a tutte le regole e non mostra alcuna preoccupazione, rilanciando anzi il tema dell’emergenza sismica in Italia.

“La lettera” ha dichiarato il presidente del Consiglio al Tg5, “arriverà e riguarderà una serie di paesi per alcune differenze minimali, ma non è la cosa più importante, noi abbiamo fatto le cose in regola, l’Italia rispetta totalmente le regole”. Gli altri paesi che potrebbero ricevere osservazioni dalla Commissione sono Belgio, Spagna, Portogallo ed Estonia (e forse anche Francia e Olanda), ma il premier ha ribadito di non essere intenzionato a retrocedere. “Non mi faccio dire da qualche tecnocrate di turno che non devo mettere a posto le scuole” ha sottolineato Renzi riferendosi all’esigenza di adeguare gli edifici scolastici secondo i criteri anti sismici, “la manovra non cambia”.

Da Bruxelles non sono ancora arrivate notizie ufficiali.

La Commissione ha fatto sapere di essere al lavoro sui bilanci presentati fra gli altri anche dall’Italia e che in tutta questa fase si terranno i contatti con i singoli governi, senza rilasciare alcuna dichiarazione.

Commenti sono arrivati anche da vari ministri del governo Renzi. Gian Luca Galletti ha ribadito che nella manovra “non si sfora nessun patto con l’Ue”, sottolineando come “avere più flessibilità per i migranti e i costi del terremoto sia un diritto giusto dell’Italia”. Il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha rilevato come “l’attenzione maniacale sui decimali” posta dai Commissari Ue nelle analisi dei bilanci non trovi riscontro “nel promuovere l’economia reale”, “l’occupazione e gli investimenti”. Ancora più polemico il ministro degli Interni Angelino Alfano, secondo il quale “se ci arriverà la letterina faremo come hanno fatto altri paesi, ovvero non faremo niente”.

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