Manovra (in retromarcia) Monti: ritorno alla Tesoreria unica COMMENTA  

Manovra (in retromarcia) Monti: ritorno alla Tesoreria unica COMMENTA  

Sulle Tesorerie espropriate degli enti locali, il leghista Claudio Sacchetto ha affermato quanto segue: “Se di manovra bisogna parlare, allora quella intrapresa da Monti è una colossale retromarcia: una corsa, con lo sguardo ben rivolto all’indietro anziché al futuro, che continua senza cenno di resa. Dopo aver svuotato le tasche ai cittadini, penalizzato le fasce di popolazione impossibilitate a difendersi, adesso l’attuale esecutivo marcia ciecamente su Comuni e Province. Sì perchè sarà ripristinato fino al 2014 il regime della Tesoreria unica a scapito di quella mista attualmente in vigore, costringendo gli enti a versare presso la Tesoreria statale il 50% delle liquidità in loro possesso entro il 29 febbraio 2012, e il restante 50% un mese e mezzo più tardi, il 16 aprile.

Basta autonomia finanziaria dunque, per qualunque operazione rivolgersi a Roma!
Cosa significa? Il provvedimento, previsto dal comma 8 dell’articolo 35 del Decreto Legge 24 gennaio 2012, si traduce in una serie di conseguenze negative a cascata difficilmente arrestabile. Circa 9 miliardi di euro, dalle casse degli enti sul territorio, saranno dirottati a Roma, alla faccia del percorso direzione federalismo intrapreso con cognizione di causa negli anni scorsi, tendenza che aveva quale base teorica e pratica, la possibilità per l’ente parsimonioso di gestirsi i propri risparmi nel modo migliore.

Ogni ente adesso sarà privato di liquidità, non vi sarà più l’opportunità, come avvenuto fino a questo momento, di amministrare il proprio denaro, guadagnando e investendo sulla base di una programmazione oculata.

Comuni e Province, totalmente dipendenti dal centro, privati di ogni brandello di indipendenza, vedranno inoltre inevitabilmente rallentare le pratiche di pagamento ai fornitori, l’allungarsi di tempi e passaggi burocratici per ottenere da Roma i soldi che legittimamente spettano a loro, senza contare il fatto che saranno persi tutti i vantaggiosi rapporti instaurati tra enti e i istituti di credito del territorio per l’affidamento del servizio di tesoreria.

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Schiava di Roma Iddio la creò, e Monti la peggiorò! Un centralismo mascherato, ma neanche troppo, riprende piede: come bimbi immaturi, Comuni e Province sono privati di ogni forma di autonomia finanziaria. Ritorno al passato…”.

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