Marchionne dalla Cina tuona contro l’Italia COMMENTA  

Marchionne dalla Cina tuona contro l’Italia COMMENTA  

Il coraggioso Marchionne attacca tutti dalla lontana Cina, dove si appresta a produrre la berlina Viaggio, paragonando addirittura la sentenza del Tribunale di Roma, che obbliga la Fiat ad assumere a Pomigliano  145 lavoratori  discriminati perchè iscritti alla Fiom, “Folklore locale”. In Cina è arrivato in grande ritardo rispetto alla concorrenza ma se la prende con gli altri, bella roba! Il Sergino nazionale , in preda all’ira, aggiunge anche che farà appello contro la decisione del tribunale e poi spara a raffica invettive velenose contro tutto e tutti: “Abbiamo visioni diverse da quelle espresse dalla sentenza.

Le implicazioni sulla situazione del business in Italia sono drastiche, perchè l’Italia ha un livello di complessità nella gestione del mondo industriale che è assente nelle altre giurisdizioni.Tutto diventa puramente italiano, facendo diventare tutto difficile da gestire.

Non ho mai visto nei miei viaggi, nei miei incontri qualcuno che fosse veramente interessato a questa decisione , nessuno che è li a fare la fila per venire a investire, non credo che cambierà nulla, ma creera un nuovo livello di complessità nell’ambiente italiano” Secondo il paranoico manager,  il tribunale cerca solo di  perseguitarlo! Sempre contro la sentenza dice: ” Questa legge non esiste in nessuna parte del mondo,da quanto ne so.

Focalizzare l’attenzione su questioni locali ignorando il resto è attitudine dannosa. Un evento unico che interessa un particolare paese che ha regole particolari che sono folkloristicamente locali”. Insomma, i magistrati non capiscono nulla,  la Fiom non rappresenta nessuno, il sindacato non vale un C…, chi gli dice no deve schiattare..!. .Forse fa bene a squagliarsela o forse  questo è un pretesto proprio per fuggire e nascondere i problemi reali di una Fiat, priva di idee che sforna modelli pessimi,che si regge grazie agli utili di Chrysler e quelli Fiat  in Brasile, addossandone a terzi le colpe.

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La nuova fabbrica in Cina, situata a Changsha( in join venture con il gruppo locale Guangzhou) è prova tangibile della debolezza di Marchionne. E’ infatti approdato dopo due accordi falliti ,dopo aver venduto nel 2011 solo 911 vetture contro i 2,26 milioni di Volkswagen e dopo aver annunciato pomposamente che sarebbero state prodotti ben 400.000 mila veicoli all’anno. Ma ci siamo abituati a Marchinne che dà i numeri: anche in Italia aveva promesso risultati che non sono mai arrivati,  come la prestigiosa produzione dei Suv per la Jeep, di cui non si vede l’ombra. Il segretario nazionale Fiom, Goirgio Airaudo replica: “Non mi sembra serio parlare di folkore di fronte ad una sentenza che interviene su una discriminazione. La Fiat in tutti i paesi in cui va è tenuta a rispettare le leggi, lo deve fare anche in Italia”

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