Marini a Vinitaly: la riforma del lavoro aumenta i costi di raccolta

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Marini a Vinitaly: la riforma del lavoro aumenta i costi di raccolta

Il disegno di legge sulla riforma del lavoro appena varato dal Governo Monti, su proposta del ministro del Lavoro Elsa Fornero, colpisce il vino italiano con l’annunciata modifica del regime dei buoni lavoro, i voucher, che sono stati introdotti per la prima volta proprio con la vendemmia 2008 e da allora (1/8/2008) ne sono stati utilizzati complessivamente circa 2 milioni solo per i lavoratori del settore vitivinicolo, che ne sono i principali utilizzatori, senza dimenticare i lavoratori impiegati nella raccolta di frutta e ortaggi. A Vinitaly, il presidente della Coldiretti Sergio Marini ha evidenziato quanto sarebbe grave modificare le norme predisposte per cogliere le peculiarità del settore senza dare la possibilità ai rappresentanti delle imprese del mondo agricolo di partecipare al tavolo del lavoro. La riforma del lavoro accessorio sembra prevedere la corresponsione di un voucher su base oraria nonché una restrizione delle attuali casistiche che ridurrebbero notevolmente le opportunità per il lavoro in vigna e nel settore agricolo dove viene utilizzato il 25 per cento dei voucher.

Un aspetto di cui il Parlamento dovrà tenere conto per sostenere lo sviluppo di un settore come quello vitivinicolo dove dalle 250mila aziende vitivinicole italiane nascono opportunità di lavoro per 1,2 milioni di persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio.

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