MARK LANEGAN BAND (Villa Arconati – 15/07/2013) COMMENTA  

MARK LANEGAN BAND (Villa Arconati – 15/07/2013) COMMENTA  


Per quanto mi riguarda ogni live di Mark Lanegan (e della Mark Lanegan Band) è una splendida coltellata nello stomaco.
L’indomani del concerto del cantautore statunitense avverto qua e là in rete una certa delusione derivata da una performance non molto lunga. Non entro nemmeno nel merito della vecchia questione quantità/qualità, ma personalmente torno a casa soddisfatto di ciò che ho visto e sopratutto sentito.

Lanegan dice tre parole in tutta la serata, sembra fregarsene anche degli applausi e dà l’impressione di dover svenire da un momento all’altro. Peccato che questo è esattamente ciò che dovrebbe aspettarsi di vedere chi va ad un suo live (ammesso che abbia una minima conoscenza dell’artista in questione). Dico “vedere” perché sul fronte del “sentire” la faccenda cambia parecchio. I suoni sono buoni, così come la sua strepitosamente rovinata voce. Pezzi come “One way street” , “Phantasmagoria blues” e “Grey goes black” sembrano incantare anche la luna che, alla destra del palco nel bellissimo contesto di Villa Arconati, si gode ogni nota. La Band si comporta egregiamente.

Ora, detto questo, è vero, il live non è durato molto, è vero, il bis è stato un poco frettoloso e comprendo anche la piccola delusione di tutti quelli che sono rimasti in piedi (perché sul finale del concerto gran parte della gente, me compreso, si è naturalmente sentita di alzarsi dalle sedie ed avvicinarsi al palco, a testimonianza di quanto l’artista, pur nella sua “freddezza”, riesca a coinvolgere) ad aspettare un’ulteriore sua uscita che non c’è stata.

Ma, come ho scritto prima, per quanto mi riguarda ogni suo live è una splendida coltellata nello stomaco. Se per una volta è durata un po’ meno, non sarò certo io a lamentarmi.

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Quel che conta è che ha fatto male come doveva.

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