Marò in India, slitta ancora il processo. Terzi: «Siamo allibiti. Pronte azioni a livello internazionale» - Notizie.it

Marò in India, slitta ancora il processo. Terzi: «Siamo allibiti. Pronte azioni a livello internazionale»

Esteri

Marò in India, slitta ancora il processo. Terzi: «Siamo allibiti. Pronte azioni a livello internazionale»

NEW DELHI – Fiato sospeso per il destino di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò accusati di aver ucciso, il 15 febbraio scorso mentre prestavano servizio sulla petroliera Enrica Lexie, due pescatori indiani, scambiati per pirati. I due militari si trovano in India da febbraio e da giugno sono in libertà provvisoria a Kochi, in Kerala. La tensione rimane sempre alta, anche perché la continua il dibattimento finale continua a slittare. Il processo di primo grado che li vede imputati a Kollam è stato rinviato nuovamente, questa volta all’8 novembre prossimo, poiché uno dei giudici della Corte Suprema di New Delhi, Altamas Kabir, che doveva esprimersi sulla questione è stato nominato presidente della Corte Suprema indiana. Il rinvio assume ancora i contorni della beffa, dal momento che Kabir ed il collega J.Chelameswar, componenti della seconda sezione del massimo organo giudiziario di New Delhi, avevano ufficialmente chiuso il processo, annunciando il suo passaggio a sentenza.

Sentenza non emessa appunto a causa del passaggio ad altri incarichi di Kabir.

Furibondo il ministro degli Esteri Giulio Terzi, il quale si aspettava sviluppi entro la fine della settimana: «Siamo allibiti e sconcertati per il fatto che uno stato di diritto come l’India non riesca a esprimere con coraggio un giudizio in tempi rapidi che riporti a casa i nostri marò». Terzi, inoltre, anticipa le mosse nel caso in cui l’Alta Corte di Nuova Dehli si esprimesse in maniera negativa per i due marò italiani: «L’Italia avvierà tutta una serie di azioni a livello internazionale e quel punto si aprirebbe anche sul piano legale una controversia tra stati». La decisione della Corte Suprema doveva dirimere la questione della giurisdizione del caso, che è il punto di scontro tra India e Italia, e decidere, quindi, se i due italiani devono essere giudicati in base alle leggi indiane oppure con quelle del diritto internazionale, e dunque in Italia, in quanto il reato è stato commesso in acque internazionali e mentre i militari erano in servizio a bordo di una petroliera italiana.

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