Martin Luther King, il profeta della pace e della tolleranza COMMENTA  

Martin Luther King, il profeta della pace e della tolleranza COMMENTA  

martin-luther-king21Chi era Martin Luther King? Nessun uomo ,dai tempi di Abraham Lincoln, aveva fatto niente per portare avanti la causa afroamericana, ma la sua impresa fu addirittura più grande. Dimostrò al mondo come le tensioni possano essere risolte senza violenze, sventolando la bandiera della pace. Egli non soltanto voleva migliorare le sorti del negro, ma allontanarlo dall’odio. E la sua società ideale avrebbe tollerato i diversi per razza e religione. Quarant’anni dopo la società multietnica americana denota ancora molti problemi sociali: il colore della pelle, per molti, è ancora oggi una causa discriminante.

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Quando King si trasferì a Montgomery, in Alabama, nel maggio del 1954,i bianchi erano in un momento di disagio perché non accettavano la decisione presa dalla Corte Suprema degli Stati Uniti riguardo alla illegalità delle scuole separate tra bianchi e neri. Tale ordinanza era una sfida alle discriminazioni razziali e andava contro lo stile di vita del Sud. Avere ideali eclettici come ad esempio la fratellanza universale, lottare per il bene comune, combattere con tutte le proprie forze per far sì che le discriminazioni razziali vengano meno è il perno della modernità sociale dei Martin Luther King. L’avvenire dipende anche dai disagi sociali causati dal riconoscimento dei diritti degli uomini di colore. Si può cambiare per migliorare la società civile: etnie e popoli lontani mille miglia per ceto sociale e religione debbono unirsi sotto l’unico denominatore comune della tolleranza umana e civile.

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I bianchi erano determinati, in America, nel non cambiare la situazione che giovava a loro favore: essi temevano che l’integrazione, ma soprattutto temevano che le leggi bianche confezionate a loro misura, non li proteggessero più loro erano privilegi arroganti, volevano impedire ai negri di prendere l’autobus con i bianchi.

Gli uomini di colore, inoltre, non potevano passare tra le file dei sedili a loro proibiti. Le ripercussioni politiche, non si fecero attendere, l’America negava agli afroamericani il diritto di vivere nella loro pienezza le battaglie civili e sociali di Martin Luther King.

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Arrestato per le sue proteste plateali affermò: “Perché siamo in prigione? Ti è mai stato richiesto di rispondere ad un centinaio di domande sul governo e ,in particolare, sul voto, la maggior parte delle quali astruse…Bene, questo è ciò che sta succedendo a Selma, Alabama: Ci sono più negri in prigione, insieme a me, che persone iscritte nelle liste elettorali”.
Martin Luther King pagò con la vita i suoi ideali, il suo modo di portare avanti le sue battaglie civili. Fu vittima di una cospirazione politica. Una sua frase rimarrà per sempre impressa nei nostri cuori: “Io desidero che voi diciate che ho cercato di amare e servire l’umanità”.

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