Massacro alla Diaz: le scuse di Manganelli le rispediamo al mittente

Cronaca

Massacro alla Diaz: le scuse di Manganelli le rispediamo al mittente

Sono passate meno di 24 ore dalla sentenza della Cassazione che ha visto condannate 25 persone per il massacro compiuto dalla polizia all’interno della scuola Diaz, al termine del G8 di Genova. Quel giorno le forze dell’ordine hanno dimostrato di avere il potere di sospendere (nonostante la sentenza di condanna confermata dalla Cassazione), se non sovvertire, l’ordine democratico nel nostro paese. Un giovane, Carlo Giuliani, fu ucciso da un carabiniere, Mario Placanica, assolto per quell’omicidio ma oggi imputato in un processo per abusi sessuali su una bimba di 11 anni. Tanti ne sono passati di anni da quei nefasti giorni per la democrazia italiana. 11 anni sono dovuti passare per avere le scuse dall’attuale capo della polizia Manganelli. Noi quelle scuse tardive, e consentitecelo, dal sapore ipocrita, le rispediamo al mittente. Non si può parlare di mele marce quando 400 agenti irrompono in una scuola con un piano ben preciso: massacrare delle persone indifese.

Non si può tollerare che i dirigenti della polizia, oggi condannati, nel corso di questi 11 anni hanno continuato a ricoprire incarichi prestigiosi, pagati profumatamente. Non si può tollerare che polizia, carabinieri e finanzieri, vilmente nascosti dietro l’anonimato della divisa, ne hanno approfittato per dare sfogo ai loro istinti animaleschi. Picchiare anche le donne e sparare lacrimogeni ad altezza d’uomo. Non si possono tollerare le torture subite dagli arrestati. Si tenga le sue scuse caro Manganelli, sono arrivate con 11 anni di ritardo.

Vincenzo Borriello

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