Matrimoni misti, cerimonie bi-tradizionali

Matrimonio

Matrimoni misti, cerimonie bi-tradizionali

Persino la celebrazione di un matrimonio può essere un’occasione interculturale. Lo è di certo, quando si sposano persone di nazionalità e magari di religione diversa. Come Diego, argentino ebreo, e Laura, italiana cattolica.

Una storia da film la loro. “Ci siamo conosciuti e innamorati subito e nel giro di pochi mesi abbiamo deciso di sposarci”, raccontano. Lei viveva a Milano e lui a Buenos Aires. Laura voleva sposarsi in Italia e Diego l’ha raggiunta.

I problemi sono sopraggiunti successivamente: problemi burocratici, perché i documenti, in doppia lingua, non arrivavano mai. Poi però c’è stato l’happy end.

Una pur semplice cerimonia in comune (Laura con abito da sposa azzurro ed una veletta in testa), cena a base di cucina italiana e kosher, festa con musica tipica ebraica a tutto volume e poi gli sposi sono stati fatti sedere su due sedie che sono state levate in alto festosamente come prevede la tradizione ebraica.

Luca è riuscito a sposare Pelin nonostante fosse turca, musulmana.

Lei “non voleva un matrimonio come quelli tipici turchi, dove si invita tantissima gente e si festeggia tutti insieme”, racconta il marito. Gli sposi hanno deciso di invitare solo partenti ed amici strettissimi per una cerimonia intima. “Tutti gli altri li abbiamo poi visti in due feste organizzate in Italia e in Turchia, ma il giorno vero del matrimonio è stato solo nostro, unico e irripetibile.”

Dopo la solita lunga trafila per i documenti, romantico matrimonio per il veneziano Marco e la norvegese Lillian. Hanno scelto di evitare i lunghissimi discorsi durante il pranzo nuziale, previsti dalla tradizione norvegese, ma al caratteristico brano in chiesa, letto da un’amica della sposa, non hanno voluto rinunciare. Una delle cose più belle dell’evento è stata avere “tutti i nostri amici e parenti insieme a noi: italiani, norvegesi e inglesi, multi-culturale e molto divertente”, raccontano gli sposi.

Luigi ha sposato Kètia, una ragazza canadese. “Volevamo che la cerimonia fosse una cosa semplice, ma piena di amici e così è stato”, dicono.

“Abbiamo celebrato prima il rito civile nel comune di Losanna”, città vicino alla quale lavoravano, “e in quella occasione abbiamo invitato solo i nostri genitori”. Un rito breve, ma officiato da una persona sinceramente partecipe della nostra gioia”. Il matrimonio religioso è stato celebrato invece in un paesino medievale vicino a Losanna, con tutti gli amici a festeggiare gli sposi. “Abbiamo scelto di sposarci in un paese diverso perché non volevamo fare torto a nessuno parente, quindi abbiamo preferito sposarci in uno stato diverso che non fosse quello di nessuno dei due”.

Per quanto riguarda le tradizioni, quelle italiane e canadesi sono molto simili, spiegano: entrambe prevedono il lancio del bouquet il taglio della torta, ma al matrimonio di Luigi e Kètia c’erano amici che parenti tra gli invitati.

Infine raccontiamo il matrimonio di Paolo e Meemaksi, indiana. Hanno voluto sposarsi nella città di lei Jaipur, nel nord dell’India. “Ad essere sincero all’inizio ero abbastanza preoccupato”, racconta Paolo: “tutto quello che sapevo dei matrimoni indiani l’avevo visto solo al cinema e la mia fidanzata mi aveva accennato qualcosa.

Poi ho scoperto che non era che la metà di quello che prevede la vera tradizione indiana”. Grande è stata la sorpresa dei genitori di lui per la scelta della “location” delle nozze.

Meemaksi aveva dato incarico alla sua famiglia di occuparsi di tutto, com’è tradizione indiana. Paolo si è solo limitato a vedere dove la cerimonia si sarebbe svolta e ad assaggiare qualche piatto cinque giorni prima del “sì”. “Il giorno vero delle nozze è stato davvero indimenticabile”, ricorda lo sposo: “gli invitati indiani indossavano abiti molto colorati e tantissimi gioielli, in tavola arrivava cibo in continuazione e abbiamo tutti ballato per ore. Non ricordo a quante persone ho stretto la mano e quante nuove persone mi sono state presentate, ma ricordo perfettamente che mia moglie era meravigliosa, sembrava una dea”.

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