Mattia Sangermano: parla il giornalista che lo ha intervistato

Cronaca

Mattia Sangermano: parla il giornalista che lo ha intervistato

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A distanza di una decina di giorni dalle parole post devastazione pronunciate da Mattia Sangermano, Enrico Fedocci, il giornalista del Tgcom24 che quel primo maggio ha intervistato il giovane poco dopo gli scontri a Milano ha deciso di intervenire. Il reporter aveva intervistato Mattia il quale oltre a difendere i black bloc NoExpo approvava la distruzione da loro messa in atto ma nelle ultime ore Fedocci si è scagliato contro il linciaggio mediatico e via web contro il ragazzo, sottolineando che ha tutta la vita davanti: “Esattamente venerdì scorso, durante la diretta di Tgcom24 per le devastazione del primo maggio a Milano – ha scritto il giornalista in un lungo post per ricordare l’ormai famosa intervista nel giorno delle contestazioni No Expo – ho intervistato un ragazzo. Io quel giorno volevo solo fare un’intervista – ha spiegato Fedocci – e rivendico il contenuto di quella conversazione. Farei a Mattia le stesse identiche domande. Perché quelle risposte hanno dato il senso di ciò che è avvenuto: tanti giovani in mezzo alla strada, senza sapere il perché.

Portati per mano in quel “bordello” solo dall’incoscienza e dalla voglia di distruggere, come se incendiare macchine o banche, imbrattare la città, spaccare vetrine o aggredire carabinieri e poliziotti fosse un gioco senza conseguenze. Quell’intervista ha dato il senso – ma non vorrei essere io a dirlo – del limite sottile che c’è tra una ragazzata e un reato con conseguenze gravi. In quelle strade c’erano i black bloc organizzati, criminali, consapevoli, ma anche tanta, tanta manovalanza reclutata tra ragazzini immaturi”.

Il giornalista è intervenuto dopo una settimana di silenzio: “qualcosa vorrei dirla su quel ragazzo – ha aggiunto ricordando l’intervista ‘dello scandalo’ – non mi piace come è stato trattato su internet questo giovane che poi ho scoperto chiamarsi Mattia Sangermano, avere 21 anni, essere figlio di genitori che lo mandano a scuola nonostante due bocciature. Al di là di ciò che ha detto Mattia al mio microfono, che non condivido, al di là di ciò che ha fatto, che non possiamo certo noi stabilire con certezza, su internet abbiamo assistito al massacro di un giovane: gente che insulta questo ragazzo colpevole, al massimo, di essere poco o tanto immaturo”.

Ma secondo Fedocci nessuno, parole che ha ripetuto due volte, “avrebbe dovuto permettersi di offendere quel ragazzo, di denigrarlo, minacciarlo.

Prendere le distanze dalle sue frasi, sì. Offenderlo e deriderlo, proprio no. Lui avrà maledetto – e starà maledicendo – il momento in cui ha deciso di rispondere alle mie domande. Dopo tutto quello che è successo, dopo il linciaggio pubblico – soprattutto social – a cui ho assistito, comincio a maledire anche io il momento in cui quelle domande a Mattia, 21 anni e tutto il diritto di avere una vita davanti, le ho fatte”.

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