Maturità: la nuova gaffe del Ministero

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Maturità: la nuova gaffe del Ministero

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Maturità: la nuova gaffe del Ministero

Il Ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, fa nuovamente parlare di sé per una nuova gaffe. Vediamo cosa ha detto e cosa ha combinato.

La maturità, si sa, è da sempre un incubo e un problema per molti studenti che devono affrontare questa importante prova del loro iter scolastico. Negli anni passati, sono sempre stati gli studenti a temere questo giorno in quanto dovevano confrontarsi con esami, tracce, prove, ecc. Da quest’anno, a finire sul banco degli imputati e quindi sotto accusa, è il Ministro dell’Istruzione, ovvero Valeria Fedeli, la quale ogni giorno commette errori su errori.

Il Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, è ora sotto accusa per una serie di strafalcioni e di errori commessi. Sono molte le gaffe da lei commesse. Si passa dal modo errato di scrivere il plurale di traccia con traccie sino a inserire nella prima prova della maturità un poeta come Giorgio Caproni, che non è stato inserito nel piano di studi di nessun corso liceale. Dopo questi due errori, il Ministero dell’Istruzione si è fatta conoscere anche per un altro termine relativo a batteri.

La gaffe in cui è stata coinvolta Valeria Fedeli, Ministro dell’Istruzione, riguarda la seconda prova dell’Istituto Alberghiero ed enogastronomico.

La domanda per la seconda prova era la seguente:

Con riferimento alle buone pratiche di produzione e igiene, il candidato spieghi un comportamento non corretto che può causare la contaminazione batterica di un alimento e un altro comportamento che può favorire la riproduzione di un battere”.

Il problema è proprio qui: il termine battere usato come singolare di batteri. La gaffe, l’errore commesso dal Ministero riguarda il singolare. Il singolare di batteri non è battere come è presente sulla domanda della seconda prova, bensì batterio.

L’Accademia della Crusca e la spiegazione di batterio

A risollevare ogni dubbio in proposito, ci ha pensato l’Accademia della Crusca che spiega in questo modo l’argomento.

“La risposta alle numerose domande circa il singolare di batteri è che la forma corretta è batterio e non battère, senza alcun dubbio” scrive l’Accademia della Crusca, che specifica come “l’etimologia parla chiaro: l’italiano batterio proviene dal latino scientifico Bacterium (XIX secolo), che a sua volta deriva dal greco βακτήριον, ovvero ‘bastoncino’, visto che i batteri, microrganismi unicellulari, hanno la forma simile a un minuscolo bastoncello”.

A questo punto, la domanda che molti si pongono è la seguente, come è possibile che il Miur abbia commesso questo errore? In questo caso, è nuovamente l’Accademia della Crusca a spiegare il motivo dell’errore e di come è nato.

“Si può pensare che vi sia l’influsso di altri termini medici e scientifici in -ere: sfintere, mesentere, uretere, per non dire del meno nobile clistere.

Quindi, per analogia, come da sfinteri si ricava il singolare sfintere, da ureteri si ha uretere, da clisteri si ha clistere, da batteri si può ricostruire un inesistente battère”.

Il singolare di batteri è batterio e non battere come pensa il Ministero dell’Istruzione. Speriamo che ora Valeria Fedeli lo abbia capito.

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