Mercato auto: la ripresa corre, tranne che in Italia

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Mercato auto: la ripresa corre, tranne che in Italia

neopatentati_2014_04Mentre un numero sempre più alto di italiani scartabella i listini per la valutazione auto usate sperando di ricavare qualche soldo almeno dalla vendita della propria quattroruote, nel resto d’Europa si festeggia la fine della crisi che aveva colpito pesantemente il mercato delle auto nuove. Dopo i 62,6 milioni di vetture immatricolate nel mondo nel 2013, per il 2014 è previsto il superamento del traguardo dei 63 milioni. La spinta principale arriva da Francia e Germania, tornate quasi al livello di vendite che si registrava prima della famigerata crisi economica che ha investito tutto il Vecchio Continente, ma anche alcuni Paesi del sud Europa se la stanno cavando bene, come Portogallo, Spagna e Grecia.

E l’Italia? Anche l’Italia cresce, ma la crescita, invece che essere a due cifre come nelle nazioni elencate sopra, è stata ad agosto pari a un risicato 3,27%. Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, che ha elaborato queste cifre, è stato molto chiaro nel dire che la nostra crescita a velocità di lumaca è dovuta proprio agli effetti della crisi, disastrosi per la mobilità – e il portafogli – dei cittadini.

Fino a non molto tempo fa era comune che in famiglia ci fossero due, tre, quattro automobili, a seconda di quante persone avevano l’esigenza di spostarsi quotidianamente.

Ora, vuoi le tasse, vuoi i costi astronomici dell’assicurazione, vuoi il carburante, non è più così, ma l’auto continua nonostante tutto a essere il mezzo in assoluto pìù utilizzato per spostarsi. Dal momento che non ci si può più permettere di cambiare con una certa frequenza la propria vettura, la conseguenza è una soltanto: in giro si vedono auto sempre più vecchie, con tutti i problemi d’inquinamento e soprattutto di sicurezza che ne derivano. Senza contare i posti di lavoro, stimati in circa 15.000, persi a causa della chiusura di centinaia di concessionarie e rivenditori.

Riassumendo, gli italiani vorrebbero continuare ad andare in giro, ma non si fidano dei mezzi pubblici – e come dare loro torto – e non hanno i soldi per un’auto nuova. Una possibile soluzione? I buoni mobilità che potrebbero essere approvati dal Governo a partire dal prossimo anno: almeno respireremmo tutti un’aria migliore.

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