Dopo Brexit: collaborazione tra Germania e Inghilterra

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Dopo Brexit: collaborazione tra Germania e Inghilterra

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La nomina a premier di Theresa May è di ieri e il primo leader europeo a farsi avanti è stata Angela Merkel. L’invito in Germania.

La Cancelliera tedesca Angela Merkel non ha lasciato passare neppure un giorno, invitando subito la neo premier britannica Theresa May in Germania. “Sono contenta di poter collaborare con lei” ha dichiarato Angela Merkel riferendosi alla collega.

Portare avanti la collaborazione in politica estera

Non è solo una questione di solidarietà fra donne – che pure non sembra fuori luogo – ma una precisa mossa politica. “Credo” ha spiegato Angela Merkel “che il nostro compito sia quello di collaborare strettamente con i Paesi amici” perché “il mondo ha tanti problemi” e noi “dobbiamo portare avanti la collaborazione in politica estera” con la Gran Bretagna. Non è sembrato casuale che, proprio in tema di politica estera, la Cancelliera non abbia voluto commentare la nomina a ministro degli Esteri di Boris Johnson.

Il tema della politica estera è fondamentale in un momento in cui, a seguito della vittoria del fronte del Leave al referendum Brexit, dovrà concretizzarsi l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Stando all’imperativo di fondo dettato dalla stessa Theresa May – Brexit means Brexit – l’intenzione del nuovo primo ministro britannico dovrebbe essere quella di dare attuazione quanto prima alla volontà espressa dalla popolazione.

Angela Merkel mediatrice fra Ue e Gran Bretagna sulla Brexit

Nei giorni successivi al referendum Brexit, Angela Merkel era stata l’unico capo di stato europeo a mostrare disponibilità a temporeggiare per quanto concerne l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, scontrandosi peraltro con una nutrita opposizione sul fronte interno.

Ora è arrivato un primo esplicito invito alla collaborazione fra i due paesi. Se è vero che, rivolgendosi in modo diretto al primo ministro, Angela Merkel non ha fatto nulla più che rispettare il protocollo, il fatto di non aver voluto nominare il neo ministro degli Esteri Boris Johnson potrebbe evidenziare la precisa scelta dell’interlocutore.

Boris Johnson è infatti uno degli uomini simbolo della Brexit, senz’altro fra i primi fautori della vittoria del Leave.

Theresa May, ex ministro degli Interni del governo Cameron, rappresenta invece al momento una figura politica più indipendente. Può permettersi di portare avanti la Brexit con la sola giustificazione di prendere atto del voto dei suoi connazionali. Le trattative per l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue si preannunciano come per nulla facili e l’individuazione delle figure politiche di riferimento sarà fondamentale nella costruzione dei nuovi rapporti fra i vari paesi.

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