Messa al sicuro dalla furia dell’Is la biblioteca di Baghdad COMMENTA  

Messa al sicuro dalla furia dell’Is la biblioteca di Baghdad COMMENTA  

Le immagini dei miliziani che danno fuoco ai volumi dell’archivio di Mosul sono orribili, perché mostrano la violenza del pensiero estremista, quello che non è più frutto di una dinamica o di un confronto, ma pontifica saccente suddividendo in giusto e sbagliato, utile e inutile, senza badare neppure a possibili nuove prospettive o rivisitazioni future.

Non è solo furia islamica, i roghi di libri sono un passaggio che tutti i regimi totalitari, inclusi quelli europei, a volte molto recenti, hanno attraversato, perciò sarebbe troppo semplice risolvere la questione in un dito puntato alla cecità culturale del califfato.

Non è null’altro che una storia che si ripete e che, purtroppo, non è così improbabile possa ripetersi anche in futuro.
La novità, però, è che d’ora in avanti i roghi di libri potranno essere assai poco utili in termini di lotta alla cultura diversa. La risposta l’ha data il ministero culturale iracheno che, nel timore che l’avanzata dell’Is possa spingersi fino a Baghdad, ha avviato una celere attività di digitalizzazione dei documenti custoditi nell’enorme biblioteca della capitale.

Migliaia di scritti che raccontano migliaia di anni di storia dell’Irak e del mondo, fra poco, non potranno mai più essere nascosti agli occhi di studiosi, curiosi e appassionati, nonostante tutte le armi di cui potranno disporre i miliziani di oggi, o quelli di domani.

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