Metodi alternativi alla trasfusione di sangue

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Metodi alternativi alla trasfusione di sangue

PREDEPOSITO
Il predeposito, o autotrasfusione, permette di utilizzare nel corso dell’ intervento il sangue che lo stesso malato ha depositato in precedenza. La raccolta del sangue inizia da tre a cinque settimane prima dell’ intervento e l’ ultima donazione può essere eseguita fino pochi giorni prima, per dare il tempo all’ organismo di ripristinare il sangue prelevato. Se il malato è anemico, alcune accortezze permettono di ripristinare i livelli normali di globuli rossi nel sangue prima dell’ operazione. Secondo il British Medical Journal, che ha fatto il punto sui metodi alternativi, il predeposito però “non è adatto per i bambini al di sotto di 30-40 chili”. I rischi della tecnica sono pochi.

RECUPERO INTRAOPERATORIO
Permette di recuperare il sangue perso nel corso dell’ operazione e di reimmetterlo in circolo, avvalendosi di una macchina che immagazzina il sangue e lo conserva. Il sangue viene trattato in modo da eliminare il plasma e le piastrine, mentre i globuli rossi, responsabili dell’ ossigenazione dei tessuti, vengono reintrodotti nella circolazione.

La tecnica è piuttosto costosa, ma il suo impiego è sicuro. Non è, però, adatta per le operazioni su organi colpiti da tumore. Infatti, in questi casi si rischia di prelevare, assieme al sangue perso dal paziente, anche cellule tumorali, e di reinfonderle nell’ organismo.

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