I migliori modelli di accendini Zippo sul mercato

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I migliori modelli di accendini Zippo sul mercato

Zippo

Da semplice strumento d'uso a oggetto di culto e icona trans-generazionale, grazie all'aiuto di cinema e TV: signore e signori, lo Zippo.

Zippo: alle origini del mito

La Zippo Manufacturing Company nasce a Bradford, in Pennsylvania, nel 1932, su iniziativa del patriarca e fondatore George B. Blaisdell. All’epoca, per quanto ambizioso, l’imprenditore non aveva certo idea di essere in procinto di creare uno dei marchi più iconici del Ventesimo secolo e, almeno in parte, anche del secolo – e millennio – successivo. Infatti, come molti futuri capi d’azienda di allora, complice anche la Grande Depressione e la crisi del 1929 che avevano messo in ginocchio l’economia di un intero paese, e lasciato letteralmente per strada milioni di persone, anche lui fece fortuna combinando nelle giuste dosi fiuto per gli affari, concretezza e un quid non identificato di lucida follia. La Zippo Manufacturing Company era specializzata in manufatti in metallo, e il suo nome prendeva spunto da quello che era, ai tempi, il suo prodotto di punta, la zipper, altrimenti detta cerniera lampo.

Ma fu il celebre accendino a benzina a dargli gloria imperitura.

Oggi, lo Zippo ha attraversato intere generazioni, e potremmo dire, con un buon margine di approssimazione, che si è evoluto senza cambiare realmente. Non è cambiata ad esempio, l’antica alimentazione a benzina, ben diversa da quella a gas della maggior parte degli accendini usa e getta: una scelta politicamente scorretta (chissà se qualcuno ha mai calcolato il coefficiente di inquinamento di tutti gli Zippo venduti dal 1932 a oggi), che però viene difesa con orgoglio dall’azienda, in quanto parte di un’identità e di un modo di essere. Lo Zippo è un accendino che si deve vedere, sentire, odorare: non è un accessorio piccolo-borghese, è grosso, ingombrante, quando lo apri e lo chiudi fa un rumore inconfondibile, la fiammata emette un odore, diciamo così, caratteristico e percepibile anche a media distanza, se un fumatore lo tira fuori dal taschino non passa inosservato.

L’utilizzo dello Zippo, infatti, si accompagna a una gestualità quasi rituale, che rende l’atto stesso del fumare una sorta di liturgia: innanzitutto sparisce l’ormai consolidata abitudine, anche in momenti di vento scarso o assente, di porre il palmo della mano intorno alla fiamma per evitare che una pur debole corrente d’aria arrivi a spegnerla.

La fiamma dello Zippo è nota per essere potente, alta, e stabile, e per il fatto di non lasciarsi intimorire da qualche soffio molesto. Ne consegue che coloro che usano lo Zippo si notano subito: sono impettiti, tengono il loro prezioso e vistoso accendino in bella vista, come se tutti dovessero sapere, in quel preciso istante, che stanno per accendersi un sigaro o una sigaretta.

Ovvio che, con tali caratteristiche a fare da scorta, il mito dello Zippo si sia oltremodo autoalimentato all’interno delle comunità dei fumatori, come se il solo possesso di questo accendino rappresentasse la manifestazione di un’identità, l’orgoglio di fare parte di una comunità e il piacere di esibirlo. Il buon vecchio senso di appartenenza, insomma, che nel corso dei decenni è stato ulteriormente stuzzicato da due amplificatori mediatici che hanno fatto dello Zippo uno degli oggetti più rappresentati: parliamo ovviamente del cinema e della televisione.

Lo Zippo nell’immaginario collettivo (cenni)

Anno 1948: lo scrittore anglo-norvegese Roald Dahl pubblica un piccolo racconto noir intitolato Man from the South.

Piccolo flash-forward, e siamo nel 1960: Alfred Hitchcock, uno dei registi cinematografici più amati e studiati di sempre, è all’epoca impegnato nella realizzazione della serie televisiva antologica Alfred Hitchcock Presents, per la rete statunitense CBS, e decide di adattare per uno degli episodi della serie proprio il racconto di Dahl (reintitolandolo Man from Hollywood), con Steve McQueen come protagonista. La storia è molto semplice: due uomini fanno una scommessa, in base alla quale uno dei due dovrà riuscire ad accendere uno Zippo dieci volte di seguito senza sbagliare mai; se vincerà, potrà prendersi la lussuosa Cadillac dello sfidante, se perderà questi gli taglierà il mignolo della mano sinistra. Non raccontiamo come va a finire per agevolare i curiosi desiderosi di recuperare questo piccolo gioiello (lo si trova agevolmente in rete), ma passiamo direttamente al 1995: all’interno del film collettivo Four Rooms, Quentin Tarantino gira una sorta di remake metariflessivo del piccolo film hitchcockiano, con protagonisti, fra gli altri, Tim Roth e Bruce Willis, e ancora una volta lo Zippo è al centro della scena.

Questa è solo la filiera di esempi più famosa ed eclatante dell’utilizzo che il cinema ha fatto del celebre accendino, con Robert Mitchum come vero capostipite e Bruce Willis – che ne fa sfoggio, tra gli altri, anche in Pulp Fiction e in Trappola di cristallo – quale suo ideale erede.

Anche la televisione ha detto la sua, e da Alfred Hitchcock Presents si è passati a serie moderne come Sons of Anarchy. Mentre per quanto riguarda la musica, citiamo almeno Sting ed Eric Clapton, che hanno usato il rumore dell’apertura dello Zippo come bordone ritmico della loro hit It’s Probably Me (forse non a caso composta per la colonna sonora di un film: Arma Letale 3).

Fatto questo breve riassunto storico-mitologico, riteniamo sia giunto il momento di celebrare la persistenza dello Zippo nell’immaginario collettivo, indicando dieci fra le migliaia di modelli in commercio che ci sentiamo di consigliare per un eventuale acquisto. Sia ai fumatori che ai semplici collezionisti di pezzi di cultura pop del passato.

– Zippo 28504

Modello degno di un biker estremo, di un fan del cinema e dei fumetti horror, oppure di un frequentatore di concerti heavy metal che desidera presentarsi a tali eventi corredato di un’accessoristica congrua rispetto al contesto.

Scherzi e facezie a parte, si tratta di un modello di Zippo dal look evidentemente aggressivo, adatto a chi – gusti cinematografici e musicali a parte – non si cura particolarmente del fatto di piacere al prossimo. L’immagine della Morte effigiata sul corpo nero smerigliato tiene in una mano la classica falce e nell’altra una sfera con effigiato il simbolo internazionale dei movimenti anarchici, il che rimanda direttamente all’immaginario della serie TV statunitense Sons of Anarchy. Dunque anche i binge watchers hanno qualche pretesto per procurarselo, a patto che la serie in questione faccia parte della loro dieta audiovisiva abituale.

– Zippo Handwarmer Chrome Regular

Uno dei prodotti di fascia media del brand Zippo più interessanti e originali. Come suggerisce il nome, infatti, questo accendino funziona anche da chiuso, e gli sfiatatoi (leggi: buchi) sul cappuccio consentono di sfruttare il calore prodotto dalla fiamma come semplice fonte di tepore. Un pensiero per geologi e speleologi? La risposta ai fumatori più incalliti.

Degni di nota, effetto scaldino a parte, il logo Zippo in rilievo sulla scocca, e la stessa scocca grigia e cromata.

– Zippo Black Ice 150

A detta di chi scrive, uno dei modelli più eleganti nella sua semplicità, con la sua superficie perfettamente lucida, gli angoli non troppo smussati e il bel colore antracite. Totale assenza di effigi e loghi: una manna per chi odia l’esibizionismo, specialmente negli accessori. Meccanica impeccabile, come sempre quando si parla del brand statunitense. Unico difetto: beve benzina come un’utilitaria coi pistoni ingolfati.

– Zippo 352B

Poteva mancare lo Zippo dorato? Assolutamente no, dal momento che, se questo accendino è diventato un’icona, lo si deve anche al fatto che la sua versione color oro è stata adottata, nel corso di generazioni diverse, da un gran numero di soggetti a dir poco iconici. Non tutti raccomandabili, a dire il vero: gangsta rapper e gangsta e basta, tanto per cominciare. Ma questo non rientra nei meriti di un vero e proprio status symbol, in questo caso presente con un modello dalle eleganti decorazioni floreali stilizzate in rilievo. Forse si tratta di una versione dello Zippo un po’ up-to-date, ma non dubitiamo che mantenga inalterato il proprio fascino, almeno nei confronti di una buona fetta di popolazione.

– Zippo 1300116

Modello provocatorio e, diciamolo pure, alquanto volgarotto, che però includiamo nell’elenco in quanto rappresentativo della vocazione decisamente machista del marchio Zippo. Detto in termini più chiari: difficilmente troverete un accendino analogo con la zona pelvica di un uomo coperta da un costume succinto in effigie. Al contrario, le natiche femminili tirano parecchio, e i fumatori affetti da tamarreide incipiente difficilmente sapranno resistere alla possibilità di metterci le mani sopra (sopra l’accendino intendiamo).

– Zippo 231ZL

Di questo modello abbiamo scelto la versione color polaretto all’arancia, ma ne esiste anche una tinta con un più classico verde pisello. Si tratta di un modello solo apparentemente medio, in realtà è proprio il contrasto tra l’essenzialità di linee e forme e i colori da ginocchiata sul basso ventre a stimolare gli amanti del kitsch. Scocca semplice e persino verniciata in opaco, con il solo logo Zippo su un angolo del cappuccio a sporcare la perfetta e orgogliosa solitudine della tinta unita. Un bel modello da poser, per dirla nella maniera più elegante possibile.

– Zippo 2004497

Un piccolo ma prezioso craftwork capace di nobilitare un oggetto troppo spesso incline a farsi decorare con motivi di pessimo (o quantomeno discutibile) gusto. In questo caso, i motivi degli ingranaggi (di un orologio?) richiamano al Futurismo, a Fritz Lang, al teatro d’avanguardia, al Charlie Chaplin di Tempi moderni o all’Harold Lloyd di Safety Last (per chi ne ha memoria). Uno Zippo che sa di cinema in bianco e nero e di menti poco inclini all’omologazione: l’ideale per intellettuali, oltre ovviamente agli immancabili collezionisti.

– Zippo 218

Uno dei modelli più semplici e regolari di questa sterminata famiglia di accendini, con una scocca grigio antracite davvero bella nella sua essenzialità e l’aspetto austero che si conviene agli oggetti degni di essere presentati ai genitori della futura moglie (sperando ovviamente che nel frattempo questi non abbiano sposato alcuna causa salutista). Poco da dire, se non che lo vedremmo benissimo nello studio di un avvocato, o comunque in un contesto professionale e manageriale.

– Zippo 162

La scheda del prodotto ci viene in aiuto, e indica che il colore della scocca è, citiamo letteralmente, cromo spazzolato. La prendiamo per buona, anche perché non saremmo in grado di definire altrimenti lo strano bianco perlaceo sporco di questo modello elegante ed essenziale, anch’esso molto adatto in contesti ufficiali o persino di nobile lignaggio. In altre parole, il riscatto dello Zippo dagli ambienti tamarri in cui di solito si colloca passa anche per modelli di accendino come questo.

– Zippo SE-411+6301

La scritta Made in USA campeggia orgogliosa sulla confezione di questo modello dalla bellissima scocca ruvida, che sembra uscito da una partita difettosa e invece trova la sua bellezza proprio nell’impressione di non finitezza, di mancata sgrezzatura, che trasmette. Ecco un modello che pare proporsi come un’ideale testa di ponte tra le versioni di Zippo più poser ed esibizioniste e quelle, al contrario, sin troppo sobrie. Un modello che potenzialmente può davvero piacere a tutti, anche in virtù di due fattori accessori, ma non per questo da considerarsi come secondari: il prezzo robustamente sotto la media, e la scorta di 6 pietre focaie di ricambio incluse nella confezione (e dunque nel summenzionato prezzo particolarmente conveniente).

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