Migranti, apertura UE sulla flessibilità dei conti pubblici

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Migranti, apertura UE sulla flessibilità dei conti pubblici

La Commissione Europea, nel valutare le leggi di stabilità dei vari paesi dell’Unione, “applicherà la flessibilità” in conseguenza dell’emergenza migranti.

Con queste parole il presidente Jean Claude Juncker ha per la prima volta offerto una significativa apertura sul tema dell’interazione fra i conti pubblici e la questione dei profughi. “Siamo di fronte ad una situazione di eccezionalità” ha dichiarato infatti Juncker, riferendosi ad alcune specifiche situazioni (non citate in modo esplicito, ma l’Italia si è sentita tirata in causa), che hanno richiesto “sforzi straordinari” e che, quindi, meritano di essere trattate in modo straordinario. Dal momento però che “anche tra i grandi Paesi c’è chi non fa sforzi sufficienti”, il criterio della flessibilità dovrà essere valutato “paese per paese”. Insomma non vale per tutti in maniera indistinta, ecco cosa intende evidenziare Juncker.

Per l’Italia, che questi “sforzi straordinari” si sente senza dubbio alcuno di averli fatti, si tratta di una buona notizia, perché la legge di stabilità, al momento al vaglio dei tecnici della Commissione, prevede un ulteriore sforamento dello 0.2% nel rapporto deficit Pil valutato proprio tenendo conto dell’emergenza migranti in atto da inizio anno (quanto meno). Sembra un nonnulla, ma quei due decimi di punto percentuale valgono da soli 3 miliardi di euro e, in un momento di tagli alla sanità e tentativo di riduzione delle tasse, potrebbero risultare fondamentali nei conteggi di Renzi e Padoan.

Da Bogotà, dove si trova in questo momento, il presidente del Consiglio ha voluto evidenziare il ruolo dell’Italia nella gestione dell’emergenza migranti: “non è facile accogliere al giorno d’oggi” ha esordito Renzi, “prevale la paura in tanti casi e nella vecchia Europa tanta gente chiude le porte e si rinchiude dietro i muri tradendo l’idea stessa dell’Europa. Noi italiani, ogni giorno, accogliamo centinaia di persone nel Mediterraneo, forse perderemo del consenso, forse dei voti, ma salvando delle vite umano salveremo l’idea di Italia che per tanti anni abbiamo mantenuto”.

Per parte sua, Juncker ha chiarito che la flessibilità spetterà solo ai paesi che potranno dimostrare di avere sostenuto, per la questione profughi, costi “enormi” e si applicherà come riconoscimento degli “sforzi fatti per un obiettivo comune”.

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