Migranti: fermato un furgone italiano con a bordo 33 siriani

Cronaca

Migranti: fermato un furgone italiano con a bordo 33 siriani

Il traffico di esseri umani non conosce limiti, dopo il raccapricciante caso del furgone fermato in Austria con migranti a bordo deceduti per asfissia. Le cronache adesso raccontano di un italiano fermato nei pressi di Budapest, alla guida di un furgone con 33 siriani a bordo destinato a recarsi in Germania. A riferirlo è la stessa polizia sul proprio sito ufficiale. L’autotrasportatore è un italiano di 52 anni, intercettato nei pressi del lago di Balaton.

In queste ore l’ambasciata italiana sta lavorando alacremente per effettuare le opportune verifiche sulla squallida vicenda. L’accusa per la polizia ungherese è di traffico di esseri umani. L’uomo, secondo una indiscrezione riportata da Sky, avrebbe affermato invece di aver raccolto per strada i profughi, che lo avrebbero pregato di farli salire a bordo per proteggersi dal freddo. A bordo anche due donne siriane secondo quanto riferito dalla polizia, che ha diffuso un video contenente le immagini dell’arresto del trasportatore italiano.

Il mezzo, su cui erano stipati 33 migranti, è un Fiat Ducato di colore rosso.

Intanto prosegue l’esodo dei profughi verso l’Ungheria. Si stima che solo nelle ultime 24 ore siano stati ben 3.226 migranti e profughi dalla vicina Serbia. I profughi sarebbero di origine siriana, afghana, irachena e pachistana.

In questo momento le cronache parlano di bus di migranti che dall’Ungheria sarebbero stati trasferiti verso l’Austria senza alcuna identificazione preventiva. Nella giornata di ieri la Danimarca ha sbloccato i treni verso la Germania ma l’Austria avrebbe interrotto il transito ferroviario “da e per” l’Ungheria poichè si sarebbe verificato un eccesso di flusso di migranti che eccede i limiti prestabiliti.

Sulla questione del flusso eccessivo di migranti è intervenuto il ministro dell’Interno della Serbia Nebojsa Stefanovic che ha chiesto ancora una volta aiuto all’Unione Europea per fronteggiare l’emergenza delle ultime ore: ‘Noi ci aspettiamo un appoggio da parte della Ue per risolvere questo problema, poiché né Serbia né Ungheria possono farlo da sole, e questo sia in termini finanziari che di capacità logistiche’.

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