Migranti, impossibile accoglierli tutti. A dirlo è il Dalai Lama

News

Migranti, impossibile accoglierli tutti. A dirlo è il Dalai Lama

In un momento fra i più critici per la storia della giovane Unione Europea, quando si tratta di affrontare un’emergenza umanitaria che non ha precedenti, anche il Dalai Lama ha espresso il suo punto di vista. Dalla Gran Bretagna, dove si trova in visita in questi giorni, ha voluto offrire un contributo prezioso forse non tanto per l’importanza o la rappresentatività della persona, quanto piuttosto per l’innegabile assenza di coinvolgimenti di alcun genere nella vicenda dei migranti. “Penso che Germania e Austria abbiano avuto una buona risposta alle migrazioni” ha detto il Dalai Lama, “ma bisogna riflettere: è impossibile che tutti possano venire in Europa“. Un richiamo alla lucidità in un momento in cui la tentazione di assumere atteggiamenti estremi è molto forte. L’Europa si divide fra chi non intende dare accoglienza a nessuna condizione (nella sostanza i paesi dell’est, quelli dell’ex blocco sovietico) e chi invece cerca di tendere la mano, oscillando fra la scelta dell’aiuto incondizionato come umana reazione alle tragedie e la tentazione di imporre controlli sempre più severi.

Su questi aspetti, il Dalai Lama è stato chiarissimo nel dire che “le nazioni devono mettere da parte i propri interessi e aiutare chi piange e chiede aiuto” e che “l’Europa deve dare una risposta pratica e morale alla crisi siriana”, ma ha concluso appunto la riflessione chiarendo che è impensabile che il Vecchio Continente possa dare accoglienza a tutti i profughi.

Un modo per ribadire, seppur in modo velato, che l’accoglienza non può essere considerata da sola come la risposta all’emergenza, perché quest’ultima è senza alcun dubbio da ricondurre a una serie di concomitanti cause che vanno dall’instabilità medio orientale (sempre presente in termini di conflitto arabo – israeliano, ora acuita da conflitti interni al mondo arabo sfociati nella nascita dello Stato Islamico) alla tolleranza nei confronti di regimi dittatoriali quali quello al potere in Eritrea. Un modo, se vogliamo, per richiamare l’attenzione dell’Europa e del mondo occidentale tutto sul fatto che, in alcuni casi – o forse in tutti, ormai – la neutralità non può esistere e tutte le situazioni di violazione dei diritti umani dovrebbero essere contrastate in modo efficace e diretto.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche