Migranti in Turchia rimpatri forzati e traffico di esseri umani

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Migranti in Turchia rimpatri forzati e traffico di esseri umani

epa04929754 Migrants and refugees arrive at the coast of Mytilini, Lesvos island, Greece, on a dinghy after crossing from Turkey, 14 September 2015. Some 3,000 refugees disembark daily at the coasts of the island, coming from the Turkish coastline. Most of the refugees want to continue their journey to countries of north and central Europe. EPA/ORESTIS PANAGIOTOU

Arriva da Amnesty International la denuncia riguardante la Turchia: Ankara, a partire dall’inizio di quest’anno, avrebbe rimpatriato a forza un centinaio di rifugiati siriani al giorno, comprese donne e minori. Amnesty ha raccolto numerosissime testimonianze e, adesso, tramite i suoi portavoce sottolinea che “tutti i rimpatri forzati in Siria sono illegali secondo la legge turca, europea e internazionale”.

Proprio nel momento in cui l’Europa sta cercando di chiudere i propri confini “adesso stiamo assistendo alla costruzione di una Turchia fortezza”, dicono da Amnesty, in cui si alimenta l’illegale e odiosa pratica del traffico di esseri umani e in cui la salvezza in fuga da una guerra diventa un business da mille dollari a persona, tanto quanto pare ci voglia per poter attraversare il confine provenendo dalla Siria. “Nel loro disperato tentativo di chiudere i confini” dice il direttore di Amnesty John Dalhuisen, “i leader europei hanno volutamente ignorato il più semplice dei fatti: la Turchia non è un Paese sicuro per i rifugiati siriani”.

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