Migranti, la Germania sospende Schengen COMMENTA  

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Proprio nel giorno in cui avrà luogo il vertice straordinario dell’Unione Europea per affrontare l’emergenza migranti, la situazione sembra ormai essere precipitata in modo, all’apparenza, irrecuperabile.


Nel mar Egeo si è consumata l’ennesima tragedia del mare, in cui hanno perso la vita 34 persone che tentavano di raggiungere le coste greche a bordo di un gommone. Tragico il bilancio delle vittime, reso ancor peggiore dalla presenza, fra queste, di almeno 15 bambini.


La Germania, con l’ennesima azione unilaterale, per quanto concessa dai regolamenti – ci mancherebbe – ha stabilito di ripristinare i controlli alla frontiera con l’Austria, interrompendo di fatto uno dei principi cardine dell’Unione Europea, il trattato di Schengen.


Il Ministro dell’Interno di Berlino De Maiziere ha parlato di “controlli provvisori per arrivare a una procedura ordinata di afflusso”, denunciando al contempo il completo fallimento nell’attuazione di una politica comune europea per far fronte al continuo flusso di profughi, con chiaro riferimento a quei paesi che ancora rifiutano il meccanismo di ricollocamento.

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Fastidiosa è poi l’approvazione per la scelta della Germania arrivata dalla Commissione UE, che ha diffuso una nota in cui si chiarisce che la sospensione degli accordi di Schengen rappresenta “una possibilità eccezionale esplicitamente prevista e regolata”, adottabile “in caso di situazione di crisi” e che, “la situazione attuale in Germania, a prima vista, appare essere una situazione coperta dalle regole”. Rassicurante poi il fatto che la Cancelliera Angela Merkel si sia premurata di avvisare il Presidente della Commissione Jean Claude Juncker circa le intenzioni di Berlino con una telefonata.

Nel criticare l’assenza di una politica comune, la Germania continua a sottolinearla, nei fatti, con l’adozione di misure straordinarie che chiunque, in precedenza, avrebbe potuto adottare, senza farlo. Ci sono stati già casi di controlli alla frontiera, sia in Francia, sia in Austria, ma nessuno aveva mai avuto il peso politico per imporre al resto del continente la sospensione degli accordi che sanciscono il libero transito di persone all’interno dell’Unione.

Ora l’attenzione si sposta per intero sul vertice, anche se, ai tavoli, l’Europa si presenterà più diversificata, eterogenea e disunita che mai.

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