Migranti: l’accoglienza si ferma alla stazione, rischi sanitari COMMENTA  

Migranti: l’accoglienza si ferma alla stazione, rischi sanitari COMMENTA  

Il paventato blocco del sistema di accoglienza italiano sta ormai diventando realtà.

Mentre si discute del blocco degli accordi del trattato di Schengen e dall’Europa non arrivano segnali incoraggianti sul fronte della reale cooperazione, l’accoglienza dei migranti disposta dalle autorità sul suolo italiano inizia a mostrare le prime vere avvisaglie di cedimento.


Ieri la Regione Lombardia ha accordato la formazione di un presidio sanitario nella stazione Centrale di Milano per assistere gli immigrati presenti, prendendo con ciò atto del fatto che lo scalo ferroviario si è trasformato in un centro di prima accoglienza a tutti gli effetti. I profughi sono centinaia e sono assistiti nel migliore dei modi possibile, tenuto conto delle circostanze: vengono forniti pasti e letti fino a esaurimento, sono stati messi a disposizione i servizi igienici e, da oggi, le docce.


La situazione è però instabile e tragica.

Instabile perché è facile prevedere che ci saranno nuovi arrivi, forse già nelle prossime ore, a intasare ancora di più un sistema allestito in emergenza, in palese difficoltà. Tragica perché la precarietà (da alcuni punti di vista, l’inadeguatezza) del sistema rischia di determinare conseguenze gravi sul piano sociale e sanitario.


La formazione del presidio sanitario si inquadra proprio in quest’ottica, viste le dichiarazioni dell’assessore alla Salute Mario Mantovani, il quale ha precisato che “in questi giorni sono stati riscontrati numerosi casi di scabbia nei centri di accoglienza della città e, benché trattasi di patologia non grave, vogliamo alzare il livello d’attenzione”.

Regione Lombardia ha confermato che i casi di scabbia riscontrati fra gli immigrati sono più di 100 solo dall’inizio di giugno.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*