Migranti: nuove operazioni di soccorso, sistema di accoglienza in crisi

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Migranti: nuove operazioni di soccorso, sistema di accoglienza in crisi

Un barcone di migranti approda nel porto di Lampedusa, oggi 9 aprile 2011. ANSA / ETTORE FERRARI

In queste ore la nave Driade della Marina Militare Italiana sta svolgendo una nuova operazione di soccorso, nel Canale di Sicilia, per trarre in salvo un barcone in difficoltà con a bordo più di 500 migranti.

Nel frattempo, un’altra nave, la Bulwark della Marina Britannica, sta guidando un gruppo di unità europee alla volta delle coste libiche per portare soccorso a 14 imbarcazioni alla deriva. Pare che a bordo ci siano migliaia di migranti.

Gli sbarchi non accennano a diminuire e i dati ufficiali, riferiti dal capo della Polizia Alessandro Pansa in persona, sono davvero preoccupanti: nei primi cinque mesi di quest’anno, gli arrivi in Italia sono stati più di 40 mila.

Adesso già si parla di quasi 50 mila e il sistema di accoglienza predisposto sul suolo nazionale rischia di entrare in crisi. Sono 90 mila gli immigrati ospitati in questo momento e il Viminale ha stimato siano necessari, già ora, almeno 7500 posti in più.

Fra governo e regioni sarebbe stato in passato sottoscritto un criterio di smistamento dei nuovi arrivi, che assegna il numero di migranti da ospitare per ciascuna regione sulla base delle dimensioni, popolazione e PIL di quest’ultima.

Secondo questo modello, dei 7500 nuovi posti, sarebbero circa 1700 quelli in carico a Lombardia e Veneto, che, almeno finora, hanno sempre negato la disponibilità.

Novità invece dalla Toscana, che ha deciso di stanziare 100 mila euro in favore dei Comuni che allestiranno progetti di integrazione sociale in cui siano coinvolti degli immigrati. A questi ultimi sarebbe richiesto di lavorare per la collettività a titolo gratuito, ad esempio nella pulizia delle strade o dei parchi pubblici, ma la proposta ha già sollevato polemiche. Il consigliere regionale leghista Claudio Borghi ha evidenziato che “anche se non pagati, i migranti sono un costo sociale: sottraggono lavoro”. Dalla regione sono invece arrivate rassicurazioni circa il fatto che l’iniziativa non avrebbe alcun contraccolpo per i disoccupati italiani.

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