Migranti, Parlamente Ue: 'Obbligo asilo in Paese dʼingresso'
Migranti, Parlamente Ue: ‘Obbligo asilo in Paese dʼingresso’
News

Migranti, Parlamente Ue: ‘Obbligo asilo in Paese dʼingresso’

Migranti

Migranti e Parlamento: giovedì riforma del trattato di Dublino. Nuovo sistema di ricollocamento dei migranti. Gruppi disposti a votare a favore.

Migranti e Parlamento: giovedì il primo via libera alla riforma del trattato di Dublino. Il testo intende eliminare il principio in base al quale fino ad oggi il primo paese d’ingresso dei migranti era tenuto a farsi carico di tutte le domande di asilo. In sua sostituzione, un sistema automatico e permanente di ricollocamento. Il procedimento che ha visto numerosi scontri e ritardi vede invece questa volta tutti i gruppi disposti a votare a favore.

Migranti: la riforma

Inizialmente, la Commissione aveva proposto due soluzioni, tra cui la creazione di un nuovo sistema di ripartizione delle domande di asilo. A seguito di queste proposte si è preferito ripiegare su un meccanismo correttivo del sistema attuale. La proposta di controriforma è stata presentata il 4 maggio 2016 ed è passata all’esame del parlamento europeo. Il nuovo disegno è poi stato presentato il 9 marzo alla commissione parlamentare per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni.

Tre sono i punti cardini su cui si articola la modifica: semplificare, stabilire e scoraggiare. Il primo punto consente di individuare in maniera rapida a quale stato spetti effettivamente la presa in carico di una richiesta d’asilo. Il secondo punto stabilisce un meccanismo di redistribuzione dei migranti. I principi in base ai quali avverà questa redistribuzione vengono stabiliti in base a calcoli che tengono conto della popolazione e del pil dei vari stati membri. Il Terzo ed ultimo punto, intende scoraggiare attraverso delle sanzioni i movimenti secondari dei migranti che decidono provano a raggiungere un paese diverso da quello in cui so tenuti a presentare domanda. Oltre a questi tre punti cardine, sono altre le novità presentate dalla riforma. Tra queste per esempio, un controllo di ammissibilità delle domande che spetterebbe al primo paese d’ingresso. Viene prevista anche una procedura di ” asilo accelerato “, qualora il rifugiato provenga da un paese terzo considerato sicuro dall’UE.

Inoltre si prevede l’estensione della definizione di parente anche ai fratelli ed alle sorelle dei richiedenti asilo.

Migranti

Le critiche

La riforma del regolamento di Dublino si appresta a trovare finalmente soluzione. Argomento estremamente controverso e dibattuto, è stato al centro di polemiche tra la Commissione europea, il parlamento e gli stati dell’unione. Non sono mancate infatti critiche dai giuristi e dalle organizzazioni di difesa dei diritti dei migranti e dei rifugiati. Uno dei punti più contestati della riforma è proprio il sistema che prevede la redistribuzione dei migranti all’interno degli stati membri dell’unione. Secondo le opinioni contrarie il sistema distributivo dovrebbe basarsi sui fattori di connessione tra il richiedente asilo ed il paese, quali legami familiari o conoscenza linguistica. Il nodo è dunque una mancanza di equilibrio tra gli interessi degli stati e gli interessi delle persone. Ad oggi, all’interno dell’unione, sono cinque gli stati che si prendono maggiormente carico delle richieste di asilo da parte di migranti e rifugiati.

Si attende giovedì per valutare gli sviluppi del regolamento.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche