Migranti, riaperta la frontiera fra Grecia e Macedonia

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Migranti, riaperta la frontiera fra Grecia e Macedonia

Quanti siano non lo sa di preciso nessuno. Si parla di migliaia di profughi, in modo generico. Di sicuro si può dire che sono tantissimi.
Nei giorni scorsi si erano radunati lungo il confine fra Grecia e Macedonia, pronti a risalire la cosiddetta rotta balcanica, diretti, nella maggior parte dei casi, in Austria e Germania.
Disposti a tutto pur di passare, hanno cercato di forzare il blocco della polizia macedone, ne sono venuti fuori scontri, spintoni, alcuni contusi, ma, alla fine, la frontiera è stata riaperta, in accordo con i principi europei sull’argomento. Le autorità hanno predisposto trasferimenti su gomma e su rotaia diretti a nord, verso la Serbia e, da lì, con ogni probabilità, i profughi potranno raggiungere dei veri e propri centri di accoglienza oppure avranno il lascia passare diretto per l’Europa centrale.
Gli accordi di Dublino, va ricordato ancora una volta, stabiliscono che il paese in cui avviene lo sbarco debba prendersi in carico l’intero corpus delle operazioni di riconoscimento, accoglienza e verifica delle domande di asilo, ma è chiaro che, in questo caso, la Grecia non ha retto: il flusso di profughi ha dimensioni e continuità che, ai tempi di Dublino, non erano stati ipotizzati e, quindi, all’Unione Europea non resta che ridiscutere se stessa, trovando soluzioni alternative.

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