Migranti, ricollocamento non obbligatorio, secondo la Corte UE

Migranti, ricollocamento non obbligatorio, secondo la Corte UE

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Migranti, ricollocamento non obbligatorio, secondo la Corte UE

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Sulla questione migranti è intervenuta anche la Corte UE. Secondo una recente sentenza, il ricollocamento non è un obbligo.

Obbligo di aderire al programma di ricollocamento per tutti gli Stati membri dell’Unione Europea? Secondo la Corte Europea no. Una recente sentenza stabilisce che i Paesi membri non sono tenuti a “concedere un visto umanitario” in conseguenza della loro appartenenza all’UE. Una sentenza destinata senza alcun dubbio a far discutere e che arriva a pochi giorni dalle affermazioni di, fra gli altri, Jean Claude Juncker, relative a possibili sanzioni per chi non partecipa al ricollocamento dei migranti sbarcati in Italia e in Grecia.

La sentenza della Corte UE sul ricollocamento dei migranti

Secondo la Corte Europea, “gli Stati membri non sono tenuti, in forza del diritto dell’Unione, a concedere un visto umanitario” ai migranti che “intendono recarsi nel loro territorio con l’intenzione di chiedere asilo, ma restano liberi di farlo sulla base del rispettivo diritto nazionale”.

“Il diritto UE”, prosegue la sentenza della Corte UE, “stabilisce solo le procedure e i requisiti per il rilascio dei visti di transito o per soggiorni previsti sul territorio degli Stati membri della durata massima di 90 giorni”.

La minaccia di sanzioni da parte della Commissione UE

Solo pochi giorni fa, il Commissario UE per gli Affari Interni e l’Immigrazione Dimitris Avramopoulos, da Bruxelles, ha ribadito che per affrontare la crisi dei migranti occorre la massima collaborazione fra i diversi Paesi, basata su una fattiva “volontà politica”. Per questo, Avramopoulos ha raccontato di avere “mandato una lettera a tutti i governi chiedendo di accelerare: il meccanismo (quello relativo al ricollocamento dei migranti, ndr) finisce a settembre, ma il loro impegno non finisce e se non sarà rispettato dovranno pagare il conto”.

Con parole simili si è espresso il presidente della Commissione UE Jean Claude Juncker. “La Grecia e l’Italia”, ha dichiarato infatti Juncker, “hanno fatto sforzi importanti per migliorare la loro capacità e organizzare le loro procedure per rendere possibile il ricollocamento dei rifugiati”.

“Ora tocca agli altri Stati dar seguito ai loro obblighi, anche in questa parte della più ampia politica dell’immigrazione. La Commissione utilizzerà tutti gli strumenti a sua disposizione per assicurare che gli impegni siano onorati”.

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