Migranti, saluto neonazista per dire no all’accoglienza

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Migranti, saluto neonazista per dire no all’accoglienza

Della questione dei migranti si potrebbe parlare quasi all’infinito, ascoltare mille punti di vista e ritrovarsi, alla fine, senza un’idea precisa.
L’Europa, in via ufficiale, sostiene la scelta dell’accoglienza ad ogni costo, pur in una selva di regole. All’atto pratico, il sistema va in crisi per carenza di mezzi e di sostegno popolare. È capitato in Italia, quando alcune regioni hanno opposto il rifiuto a ospitare immigrati, ma è successo anche al di fuori dei nostri confini, quando Ungheria e Gran Bretagna hanno minacciato di costruire muri per fermare i flussi di persone che non riescono a gestire, controllare, accogliere.
Succede ovunque, ma, tutto sommato, sono allarmi isolati, che rientrano, forse perché l’aiuto è qualcosa che, in certi casi, non si riesce proprio a negare, al di là del senso di responsabilità, anche politico.
Le divisioni, comunque, non spariscono.
A Freital, in Germania, ad esempio, parte della popolazione si professa contraria a ospitare un gruppo di migranti aventi diritto all’asilo politico.

Una situazione non dissimile da quelle viste di recente anche in Italia, per esempio a Roma o a Treviso.
Quello che però è accaduto in questa cittadina tedesca è stato immortalato dall’obiettivo di un attento fotografo e sta facendo il giro del mondo.
Per rispondere che, lui, questi migranti a casa sua proprio non li vuole, un pensionato ha deciso di affidarsi ad uno dei gesti più famosi e odiosi della storia dell’umanità, cioè al saluto nazista.
Nostalgico di un regime che amava risolvere presunti problemi sociali con l’eliminazione fisica, quest’uomo, sorridente e in tutta comodità seduto a un tavolo davanti a tre bottiglie di birra, invia al mondo il suo simbolo per chiarire come la pensa.
Nella foto, però, il pensionato non è solo, perché, alle sue spalle, spunta un poliziotto che, in una tenuta che lascia presumere la necessità di trovarsi in quel posto con la dotazione dei momenti difficili, gli mette la mano sul braccio, facendoglielo abbassare, perché il saluto nazista, in Germania, è un reato.
Il poliziotto sembra deciso, ma calmo, mentre il pensionato neonazista è forse ritratto nell’istante che precede la consapevolezza piena della situazione.

Il fatto è che quell’istante di incomprensione, per alcuni, dura tutta la vita.

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